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Fumetti: la realtà vista dalla nuvola

di Andrea Frison

La Voce dei Berici sbarca nel mondo dei fumetti. Una volta al mese, il settimanale ospiterà una pagina dedicata alla “nona arte”, curata dalla redazione e realizzata dal gruppo di fumettisti vicentini Breganze Comics.

Non si tratta, però, di una vera e propria novità, ma di un ritorno. Trent’anni fa, infatti, con La Voce usciva mensilmente La Voce dei Ragazzi, pubblicazione dedicata al pubblico dei più giovani che ospitava all’interno giochi, articoli e, soprattutto, fumetti. La pubblicazione era curata da Alberto Simioni, fumettista vicentino d’adozione, che per quelle strisce si avvalse di un gruppo di giovani disegnatori (“young guns”, nel gergo fumettistico americano) chiamato appunto Breganze Comics e dal quale uscirono talenti oggi affermati nel panorama italiano: Silvia Ziche, Alessandro Gottardo e Lorenzo De Pretto, per citarne alcuni, tutti e tre autori per Topolino.

A distanza di trent’anni, quindi, La Voce torna ad ospitare pagine a fumetti, con un progetto editoriale che rappresenta anche una scommessa per il settimanale e che trova radici nell’attenzione che il giornale ha sempre avuto nei confronti delle giovani generazioni, in linea con l’impegno della Diocesi vicentina.

Grazie anche agli stimoli arrivati dal “processo” avviato da papa Francesco con il Sinodo sui giovani dello scorso ottobre, all’interno della redazione è nata l’idea di dedicare ai giovani uno spazio mensile che attraverso il linguaggio del fumetto sia al contempo: uno spazio di libera espressione giovanile; uno spazio in cui venga raccontato il mondo giovanile; uno spazio per leggere con gli occhi dei giovani temi o fatti d’attualità che interpellano la nostra società. Come “partner” è stato individuato il gruppo Breganze Comics, tornato in attività da qualche anno che riunisce appassionati del fumetto di diversa età e provenienza e con attitudini che vanno dalla sceneggiatura, alla grafica al disegno, in molti casi con percorsi di formazione artistica alle spalle e con impieghi nel settore.

Nel contesto attuale dell’editoria il fumetto è stato enormemente rivalutato. Tutte le grandi case editrici hanno aperto una sezione dedicata al fumetto (da ultima Feltrinelli), e anche per i meno attenti è facile notare come questo linguaggio espressivo abbia contaminato la narrativa (il termine “graphic novel” è ormai di uso corrente) e il giornalismo (“graphic journalism”). 

Insomma, le ‘nuvole’ dei fumetti, come vengono chiamati gli spazi delle vignette occupati dai dialoghi, non sono soltanto un’occasione di svago ma un punto di vista originale dal quale osservare la realtà. “Se voglio divertirmi leggo Hegel, se voglio impegnarmi leggo Corto Maltese”, diceva Umberto Eco, e non possiamo che essere d’accordo.

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