Diocesi

A Fontaniva al via il Giubileo del Beato Bertrando

Il pellegrino morì nel paese padovano nel 1221, 800 anni fa. Il Vescovo Pizziol apre i festeggiamenti domenica 7 marzo con una messa alle 10.30 nella chiesa parrocchiale.
Il duomo di Fontaniva
di Ma. Ra.

Da domenica primo marzo Fontaniva celebra il Giubileo del Patrono del paese, il beato Bertrando d’Orenga, a 800 anni dalla morte. Un anno di incontri, appuntamenti, pubblicazioni inaugurati dalla messa celebrata dal vescovo Beniamino Pizziol domenica 7 marzo, alle 10.30 nella chiesa parrocchiale e trasmessa via web sulla pagina Facebook “Unità pastorale Fontaniva”. Il Giubileo segue i due precedenti indetti nel 1821 e 1921, per il sesto e settimo centenario della data presunta di morte, avvenuta nel comune padovano, in pieno medioevo. Beato Bertrando era un pellegrino di origine tedesca. Su di lui hanno scritto gli storici del passato basandosi sulla prima descrizione di Giovanni da Nono risalente ai primi del Trecento. «È morto a Fontaniva, molto probabilmente nel 1221, dove si fermò qualche mese durante l’inverno. Era in viaggio verso Roma» raccontano Fernando Cerchiaro e Ugo Silvello rispettivamente responsabile della parte pastorale e culturale e responsabile storico del Giubileo.

Le cose certe sono la grande spiritualità e il carisma di Bertrando. Pochi mesi di soggiorno a Fontaniva sono stati sufficienti per entrare nel cuore della gente che lo voleva lì e che ancora oggi lo venera. «Bertrando morì in odore di santità con grande venerazione da parte dei fontanivesi che già dopo meno di 80 anni dalla morte gli avevano intitolato la chiesa del paese – continua Cerchiaro -. Nel 1423 il suo corpo fu traslato dal cimitero e posto in un’urna inserita in un enorme sarcofago di pietra che divenne l’altare della chiesa. Dopo varie ricognizioni e spostamenti la tomba si trova ancora nel Duomo di Fontaniva». A Bertrando sono dedicate due sagre annuali, la prima domenica di marzo e la terza domenica di ottobre. Oltre alla dedicazione della chiesa che ancora oggi è nominata chiesa di “Santa Maria e del Beato Bertrando”, al pellegrino sono dedicati affreschi murali, pale d’altare, capitelli e statue, santini con preghiere, una via di Fontaniva e una di Cittadella, la farmacia comunale e una ditta di trasporti. 

Sul Beato è stato scritto un libro nel 1943, gli è stata dedicata una tesi di laurea nel 1976 e la sua figura è stata studiata da storici dell’Ottocento e del Novecento. Non ultimo, negli anni Novanta del secolo scorso, il parroco don Marcello Rossi ha riservato al Patrono studi e attenzione. Il progetto del Giubileo del 2021 prevede una serie di manifestazioni religiose e storico-culturali promosse da un’apposita commissione presieduta dal parroco don Andrea Mazzon con Fernando Cerchiaro e Ugo Silvello. «Nella zona di Fontaniva e San Giorgio in Bosco fino a 60 anni fa moltissimi di  secondo nome  si chiamavano Bertrando – spiega don Raimondo Sinibaldi, direttore della Fondazione Homo Viator San Teobaldo -. Una devozione straordinaria». «Il pellegrino Bertrando è una figura bellissima dal punto di vista culturale e pastorale – conclude Fernando Cerchiaro -. I pellegrini come lui scendevano dal nord per costruire le nuove vie dell’Europa, un esempio per i giovani d’oggi». «Il Giubileo ci ricorda la storia religiosa e spirituale del passato da cui proveniamo, ci dona oggi un Santo che ci aiuta a ricomporre le nostre divisioni, ci fa guardare al futuro con la stessa fiducia nella Divina Provvidenza del Pellegrino Bertrando» conclude Cerchiaro.