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Ferragosto, la Pasqua di Maria che viene dall’Oriente

L'Assunzione dipinta da Tiziano per basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia.
di Pierangelo Ruaro

Come la maggior parte delle feste mariane, anche quella dell’Assunzione viene dall’Oriente (dove è chiamata “festa della Dormizione”): presso i Bizantini era ed è tutt’oggi la festa mariana più importante; basta pensare che l’anno liturgico bizantino comincia il primo settembre e si chiude il 31 agosto. In questo modo lo inaugura Maria con il suo apparire nel mondo (Natività, 8 settembre) e lo chiude con il suo ritorno a Dio (Dormizione, 15 agosto). Possiamo proprio dire che per gli orientali l’anno ecclesiastico intero è posto sotto il patrocinio di Maria, la Madre di Dio.

C’è un racconto popolare che descrive la nascita di questa festa e che mostra il suo legame con la Pasqua. Si dice che in occasione del concilio tenuto a Calcedonia (attuale Turchia) nel 451, l’imperatore Marciano avrebbe chiesto al vescovo di Gerusalemme di far trasportare a Costantinopoli i resti della Beata Vergine Maria. All’imperatore, male informato, il Vescovo avrebbe risposto: “Maria morì alla presenza degli apostoli, ma la sua tomba, quando più tardi venne aperta per richiesta di san Tommaso, fu trovata vuota, e gli apostoli ne conclusero che il suo corpo era stato innalzato al cielo”. In realtà, probabilmente, la scelta del 15 agosto è legata all’anniversario del giorno in cui a Gerusalemme, nel V secolo, è stata dedicata una delle prime chiese a Maria.

La solennità dell’Assunzione rappresenta una specie di Pasqua per Maria: come la Pasqua cristiana viene celebrata nel cuore della primavera, così la Pasqua di Mariaviene celebrata nel cuore dell’estate. Nel sole cocente di ferragosto noi vediamo Cristo Risorto, il Sole che non tramonta mai sulla vita degli uomini; e contempliamo Maria vestita di questo sole.

I quadri e le icone dell’assunzione, raffigurano la Madre di Dio che ascende al cielo portata normalmente da angeli e sorretta da un velocissimo carro di nuvole. Un’immagine di grande leggerezza.

Perché tutta la vita di Maria è come avvolta da questa leggerezza. Così anche il cammino cristiano è un cammino non di privazioni ma di alleggerimento, di liberazione continua da tutto ciò che ostacola il nostro camminare dietro a Cristo. Maria ci insegna ad alleggerirci sempre di più, a vivere «in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni» in modo da potere anche noi con lei, un giorno, «condividere la sua stessa gloria».