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Elemosina, preghiera, digiuno. È iniziata la Quaresima

«Con il rito delle Ceneri iniziamo oggi il cammino quaresimale, per giungere — rinnovati dalla misericordia di Dio — a celebrare nella gioia la Pasqua del suo Figlio Gesù». Così il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol ha esordito nella sua omelia durante la messa del mercoledì delle ceneri, celebrata ieri in Cattedrale.

«Le Ceneri che riceviamo, con umiltà, sul nostro capo, sono il simbolo della fragilità della nostra esistenza umana, dei nostri progetti, dei nostri propositi, dei nostri sentimenti – ha spiegato il Vescovo -. Questo gesto così insolito, ma molto espressivo, ci mette in guardia dalla tentazione dell’orgoglio, dell’autosufficienza e ci esorta invece a porre Gesù Cristo a fondamento, al centro e come il fine della nostra vita. La Quaresima è dunque il tempo dell’incontro con il nostro limite, la nostra pochezza e, nello stesso tempo, un incontro reale con la grazia, l’amore e la misericordia di Dio. La Cenere diviene in questo modo un forte simbolo di conversione, cioè della nostra decisione di accogliere l’invito del Signore: “Ritornate a me con tutto il cuore” (Gl2,12)».

«Il Signore ci invita a ritornare a Lui percorrendo un cammino di conversione che passa attraverso tre azioni: l’elemosina, la preghiera e il digiuno».

«L’elemosina – ha spiegato Pizziol – dev’essere il segno della giustizia e dell’amore verso le persone più povere, più indigenti, più disagiate. L’elemosina ci educa al distacco dai nostri beni materiali e ci libera dalla smania dell’accumulo della ricchezza. Nella nostra società, dove tutto si vende si compra, dove tutto è calcolo einteresse, l’elemosina si propone come un invito a vivere e a testimoniare la gratuità del dono».

«La preghiera è il secondo gesto di conversione quaresimale – ha detto il Vescovo -. La preghiera quotidiana è come il battito del nostro cuore che s’incontra con il cuore di Dio, è il respiro della nostra anima, suscitato dallo Spirito divino, è l’alimento necessario per la nostra vita spirituale. Infatti, per nessun battezzato, sia laico, sia consacrato, sia ministro ordinato è possibile trascorrere una giornata senza entrare in comunione con il Signore, attraverso la preghiera, pur con tempi, modalità, luoghi diversi, secondo il proprio stato di vita».

«Il digiuno – ha poi concluso il Vescovo -, è un invito a una vita sobria, evitando la tentazione di divorare tutto per saziare la nostra ingordigia. Nella nostra società troppo sazia, abbiamo perso un rapporto sereno ed equilibrato con il cibo. Il digiuno è segno della disponibilità al Signore, alla sua Parola e al fratello che soffre la fame».

Pedagogia spirituale

«Queste pratiche cristiane che la Madre Chiesa ci propone come pedagogia spirituale del tempo di Quaresima non ci conducono alla rinuncia della nostra umanità; al contrario, ci aiutano a rivedere tutto ciò che la mortifica e la rende meno bella e gioiosa. L’osservanza concreta e interiore di queste buone pratiche ci fanno sperimentare la bellezza e la pienezza di un’esistenza veramente umana, libera e giusta».

Il messaggio del Papa

«Vi invito a leggere il messaggio di Papa Francesco per questa Quaresima 2019 – ha poi aggiunto Pizziol -. È un messaggio particolarmente significativo, centrato sulla conversione personale e comunitaria, con un’attenzione speciale alla Creazione e al Creato. Lo dice con queste parole: “tutta la creazione è chiamata insieme a noi,  a uscire dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio”.