In primo piano Sinodo sui giovani

Duecento vicentini all’incontro con il Papa

di Lauro Paoletto

Ci siamo: la corrente domenica 5 agosto partiranno i primi 59 giovani per il pellegrinaggio diocesano sulla Romea Strata. Destinazione sarà Roma e l’incontro con papa Francesco in programma l’11 e 12 agosto.

È l’appuntamento dei giovani italiani con il Pontefice in vista del Sinodo dei vescovi sui giovani che si terrà il prossimo ottobre.

La Pastorale giovanile vicentina, in collaborazione con l’Ufficio diocesano pellegrinaggi ha offerto tre proposte: la Potente (quella più lunga da domenica 5 al 12 agosto fino), l’Intensa dal 7 al 12 agosto e la Fulminante l’11 e il 12 agosto. In tutto saranno più di 200 i giovani (tra i quali un gruppo di 50 ragazzi da Caldogno con il parroco don Giampaolo Barausse) che prenderanno la strada per la capitale. Questi hanno vissuto il cammino di avvicinamento con i tre incontri promossi da Pastorale Giovanile e Ufficio Pellegrinaggi, fino al mandato ricevuto dal vescovo Beniamino il 20 luglio scorso. «È stato un cammino di avvicinamento positivo e partecipato. L’impressione è che questa volta molti giovani abbiano scelto di esserci più per l’esperienza di pellegrinaggio in sé che per l’incontro con papa Francesco». È il commento di Matteo Refosco della Pastorale giovanile che si dice soddisfatto per la risposta registrata.

«Quando abbiamo lanciato la proposta non sapevamo cosa aspettarci. Non è stata intesa come una Gmg (e non lo è) e dunque le parrocchie hanno continuato con le loro iniziative ordinarie a partire dai campi estivi. A noi interessava innanzitutto che fosse colto il significato della proposta del pellegrinaggio come esperienza personale. Va detto che a livello vicariale nelle veglie e negli incontri con il Vescovo, avevamo coinvolto comunque un numero significativo di giovani. 200 partecipanti ci sembra un buon risultato».

Si stanno ancora preparando gli zaini per il cammino verso Roma e già si pensa al dopo, ai passi possibili per dare continuità a quanto fatto fino ad ora.

«Il cammino presinodale ha già dato dei frutti – evienzia Refosco -. Innanzitutto la decisione del vescovo Beniamino, contenuta nella sua prossima lettera pastorale per il nuovo anno, di dedicare altri dodici mesi specificatamente ai giovani e al loro essere nella Chiesa. Quindi, un altro frutto molto importante è rappresentato dai dieci animatori (selezionati a livello diocesano) che inizieranno a settembre il loro servizio in altrettanti oratori. Infine la decisione del Vescovo di costituire, a livello diocesano, un gruppo di giovani con cui confrontarsi stabilmente e periodicamente».

L’ascolto è dunque in qualche modo la scelta strategica che la Chiesa vicentina conferma e, se possibile, rafforza rendendo stabile. «L’esperienza del cammino presinodale – spiega il rappresentante della Pastorale giovanile – ha fatto emergere l’importanza di ascoltare le giovani generazioni e di farlo in modo non strumentale e occasionale, ma permanente. La domanda che spesso è emersa dopo gli incontri zonali è stata: “Come proseguirà tutto questo?”. La scelta del Vescovo è una indicazione di metodo molto significativa a livello diocesano e anche per le singole comunità».

Il pellegrinaggio a Roma è uno dei momenti che anticipano il Sinodo che i Vescovi avranno ad ottobre e rispetto al quale non mancano le attese. «Il Sinodo fno ad ora – prosegue Matteo – ci ha permesso di tener viva l’attenzione sui giovani e ci ha provocato sul nostro modo di essere con tutti i giovani. Questa è una delle questioni nodali: in quest’anno siamo riusciti a interfacciarci solo con un piccolo (per quanto significativo) gruppo di giovani. La sfida è incontrare tutti i giovani. In questa prospettiva l’incontro che abbiamo avuto in alcune scuole dove abbiamo incontrato tutti senza distinzioni, ha un significato profetico. Occorre passare da una fede fatta di prassi e precetti a una ricerca di senso. Se le nostre liturgie aiutano a dare senso alla vita allora il giovane si mette in gioco».

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