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Il dolore del Papa per i morti nel Mediterraneo

(immagine di repertorio)

«Cercavano un futuro per la loro vita. Vittime, forse, di trafficanti di esseri umani. Preghiamo per loro e per coloro che hanno la responsabilità di quello che è successo». Così Papa Francesco, all’Angelus di domenica, riferendosi alle oltre cento vittime dell’ultimo naufragio avvenuto nei giorni scorsi al largo del Mediterraneo.

I due dolori del Papa

«Oggi ho due dolori nel cuore: la Colombia e il Mediterraneo». A rivelarlo ai fedeli è stato il Papa, al termine dell’Angelus di ieri, in cui ha assicurato la sua “vicinanza al popolo colombiano, dopo il grave attacco terroristico di giovedì scorso alla Scuola nazionale della Polizia. «Prego per le vittime e per i loro familiari, e continuo a pregare per il cammino di pace in Colombia».

“Una società sana salva le vite”

Sull’ennesima tragedia in mare sono intervenute anche le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha espresso “Profondo dolore per la tragedia che si è consumata nel Mediterraneo con la morte di oltre cento persone, tra donne, uomini, bambini”. “Non possiamo rassegnarci ad accettare la morte di tanti poveri innocenti. Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in linea con il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico: “Salvare vite umane – ha sottolineato la terza carica dello Stato – è quello che fa una società sana. Se non ci riusciamo è un terribile fallimento per tutti noi”.

Ancora tragedie all’orizzonte

“Dopo l’assurda morte in mare di 117 persone, tra cui due bambini e una donna incinta, in queste ore stiamo rischiando che un’altra tragedia si consumi a largo delle coste libiche. Un barcone con a bordo 100 persone sta affrontando una situazione metereologica avversa ed è molto probabile che ci siano bambini tra di loro”. Lo dichiara Raffaela Milano, direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children, a proposito del recente naufragio di un’imbarcazione davanti alle coste libiche. “La tragedia che si è consumata negli ultimi giorni non può che mettere tutti noi, l’Italia e l’Europa intera, di fronte alle proprie responsabilità. Non possiamo semplicemente fingere che la cosa non ci riguardi, lasciando che il Mediterraneo diventi un cimitero di vittime invisibili”. Per questo motivo, Milano ha aggiunto che “è indispensabile che la comunità internazionale si impegni per realizzare vie di accesso sicure dalle aree di crisi o di transito” in modo da “evitare che decine di migliaia di persone continuino a essere costrette a ricorrere ai trafficanti, mettendo in serio pericolo la propria vita, per attraversare il Mar Mediterraneo, ed è immediatamente necessario soccorrere le persone a rischio in mare, a prescindere da qualsiasi altra considerazione”.