Diocesi

Diocesi in preghiera per un “lavoro 4.0”

Venerdì 3 maggio, alle 20.30, all'Istituto San Gaetano di Vicenza, il vescovo Pizziol presiede la Veglia per il lavoro dedicata ai giovani e al futuro ambientale
La sede dell'Istituto San Gaetano, in stradella Mora a Vicenza

Il tema del lavoro si connette inevitabilmente con il futuro. Un futuro pieno di incognite, di speranze e di giovani che interrogano il mondo degli adulti: si può sognare un domani, mentre oggi si continua a distruggere la nostra casa comune, la terra?

Lavoro, futuro, giovani e casa comune saranno i protagonisti della Veglia per il lavoro che quest’anno si terrà venerdì 3 maggio, alle 20.30, all’Istituto San Gaetano in via stradella Mora a Vicenza. «Un appuntamento fisso, importante, legato alla Festa nazionale del lavoro del 1 maggio – spiega don Matteo Zorzanello, direttore dell’Ufficio per la pastorale del lavoro della diocesi. -. È necessario lavorare per un mondo migliore, per un mondo sostenibile e per tutti». 

Fino allo scorso anno la celebrazione si è sempre tenuta al Mercato ortofrutticolo, nel quartiere di San Giuseppe a Vicenza. Da quest’anno la location cambia ed assume un significato nuovo: «Il Centro professionale è un luogo di formazione alla vita e al lavoro per le nuove generazioni grazie alle intuizioni di don Ottorino Zanon e la Pia Società San Gaetano – continua don Zorzanello -. Si tratta di un luogo ricco di significato».

 La veglia sarà presieduta dal vescovo Beniamino Pizziol che si lascerà provocare dalle domande dei giovani partendo dall’enciclica “Laudato sì” di papa Francesco. Domande che sono emerse dopo la manifestazione internazionale per l’ambiente del 15 marzo scorso che ha visto protagonisti tantissimi giovani anche a Vicenza. «Abbiamo deciso di privilegiare il mondo del lavoro giovanile perché se ne parla sempre troppo poco – conclude don Matteo Zorzanello -, il lavoro deve far sì che la nostra terra sia sempre più “casa” non “cosa” da sfruttare e da ridurre all’osso». Una sera, quindi, per ascoltare, comprendere, discernere le strade da percorrere per costruire il nostro futuro alla quale tutti sono invitati.