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Diaconi, una scelta «per diventare le braccia allargate di Cristo che abbraccia tutti»

Domenica 30 agosto il Vescovo consacrerà quattro nuovi diaconi permanenti, un diacono del Seminario e uno dei Francescani minori.
di Vincenzo Grandi

Si allarga la comunità diocesana vicentina e, anche se limitato dalle restrizioni imposte dal Covid-19, sarà forte e sentito l’abbraccio che nella corrente domenica 30 agosto viene riservato a quattro nuovi diaconi permanenti. Fabio Fontana, Massimiliano Frigo, Giancarlo Milani e Claudio Pellizzaro (nella foto grande da sinistra con il vescovo Beniamino al centro e con le rispettive mogli: Vanessa Borgo, Antonia Zanoni, Carla De Facci, Roselena Frugani; foto di Piero Baraldo) si preparano a compiere un passo importante con il rito dell’ordinazione diaconale per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. La celebrazione si tiene in Cattedrale, a Vicenza, con accesso solo su invito, ma viene trasmessa in diretta sul canale YouTube della Diocesi, su Radio Oreb e su TeleChiara in modo da condividere con le parrocchie e i fedeli quella che lo stesso Vescovo, annunciandola a maggio, aveva definito “una bella notizia, confortante per la nostra Chiesa”.

Emozione, senso di responsabilità, consapevolezza dell’impegno che si assume verso la comunità, condivisione della scelta con la famiglia: per i quattro candidati l’ingresso nell’ordine diaconale rappresenta un momento importante di passaggio. «Dopo un cammino lungo, arriva un traguardo che è anche, e soprattutto, un nuovo inizio» spiega Fabio Fontana dell’Unità Pastorale di Valli del Pasubio il cui percorso verso il diaconato permanente è iniziato nel 2008. «Siamo tranquilli, ma anche consapevoli di assumerci una responsabilità maggiore e diversa perché saremo chiamati a rispondere a un impegno con la comunità e a una nuova coscienza morale. La scelta fatta è precisa e non consente più di nascondersi tra i cristiani».

«Più si avvicina il momento dell’ordinazione diaconale, più avvertiamo la responsabilità di cui ci facciamo carico – aggiunge Massimiliano Frigo della Parrocchia San Lorenzo di San Pietro in Gu -. Alle spalle abbiamo preparazione e studi, ma è difficile dire se si è pronti. Io mi sento affidato: aperto nello spirito di servizio, mi affido a quello che il Signore vorrà da me e soprattutto da noi. Perché la chiamata è personale, ma questa è una scelta che si vive insieme alla famiglia”.

La dimensione famigliare della scelta del diaconato permanente è confermata anche da Claudio Pellizzaro dell’Unità Pastorale di Isola Vicentina. «Il primo banco di prova per la mia scelta, ma anche un supporto e un incoraggiamento nei momenti difficili, è stata la famiglia – racconta -. Dopo un cammino di preparazione lungo e intenso, dispiace di non poter condividere la cerimonia con le tante persone che vorremmo al nostro fianco. Le restrizioni sono però necessarie e giuste; sicuramente potremo recuperare la dimensione della condivisione di questo momento più avanti nelle comunità».

«Ci aspettano un nuovo percorso e nuove responsabilità, che scopriremo passo dopo passo – spiega il quarto candidato al diaconato permanente Giancarlo Milani dell’Unità Pastorale Camisano e Campodoro -. La nostra missione di diaconi è di metterci al servizio ed essere disponibili per la comunità. Come nel matrimonio fai una promessa a una persona, ora è con la comunità che ci assumiamo l’impegno di costruire nuove relazioni e nuovi rapporti in nome di Cristo: dobbiamo diventare quelle braccia allargate di Gesù che, dalla croce, abbraccia tutti e dona amore».

Rinviata di qualche mese a causa del Covid-19 e per questo ancora più attesa, l’ordinazione diaconale di domenica 30 agosto si inserisce nel cammino che il diaconato permanente della diocesi di Vicenza sta portando avanti. «Un cammino promettente perché conferma che c’è chi sceglie di rendersi disponibile e, con la sua presenza, segnare anche il modo di esercitare il ministero pastorale nelle comunità cristiane – sottolinea don Giovanni Sandonà, delegato episcopale per il diaconato permanente -. Ed è consolante che negli ultimi anni ci siano sempre stati dei fedeli che si sono aperti a questo cammino, facilitati anche dalle decisioni prese a livello di Conferenza Episcopale Triveneta nel predisporre un percorso formativo più a misura di persone sposate e con famiglia».

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