Vicenza

Dall’alto del Torrione una città “inedita”

di Luca Pozza

Una Vicenza diversa, capace di regalare immagini mai viste. È quella che si può ammirare dalla sommità del trecentesco Torrione di Porta Castello, situato all’ingresso della zona pedonale in corso Palladio, nel cuore del capoluogo berico.

L’interno del Torrione

Da qui, al nono piano dello splendido edificio esteso in verticale, si può ammirare, con una visuale a 360 gradi, una città assolutamente inedita: un corso Palladio che a livello visivo sembra così stretto da sembrare uno dei vicoli che conducono alle piazze, il Santuario di Monte Berico posto quasi in orizzontale, così come Campo Marzo la cui vista dall’alto è perlomeno inusuale.

La mostra “La Torre”

Il Torrione è ritornato bene pubblico nella primavera 2018 dopo oltre cinque secoli: la proprietà dell’imponente edificio è stata ceduta dal collezionista Antonio Coppola al Comune berico, mentre l’usufrutto dell’immobile resterà per 30 anni in capo alla Fondazione Coppola-Onlus, che si occuperà della manutenzione dell’immobile e della sua gestione: in poco più di un anno l’ha già trasformato a sue spese in un museo-galleria di arte contemporanea, arte moderna e arte visiva, che nei giorni scorsi ha visto l’inaugurazione della prima storica mostra dopo i lavori di ristrutturazione. Non è un caso che la rassegna, che ospita opere degli artisti tedeschi Neo Rauch e Rosa Loy e curata da Davide Ferri, sia stata denominata “La Torre”. La mostra, aperta sino al 31 agosto (nei giorni compresi dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 18), segue una progressione “ascensionale” che occupa interamente gli ultimi sei piani del complesso medievale, per un totale di nove livelli. Per l’evento, patrocinato dal Comune e dal Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, una buona parte dei dipinti e disegni esposti sono stati appositamente realizzati per gli spazi interni del Torrione.

Grazie a questo progetto, ereditato dalla passata amministrazione grazie all’impegno dell’ex sindaco Achille Variati e in particolare del suo vice Jacopo Bulgarini d’Elci, che hanno creduto fortemente nel rilancio di questo “gioiello” storico, la città del Palladio è tornata a riappropriarsi di un luogo simbolico, conosciuto da residenti e turisti per averlo ammirato dall’esterno (oltre che nelle cartoline e nelle guide) ma di cui solo ora è possibile scoprire tutte le potenzialità, salendo sino alla sommità. Una scommessa che i vicentini hanno già vinto, come dimostra il “tutto esaurito” nelle visite guidate organizzate nel 2018 e che attualmente è possibile fare contestualmente alla mostra. Gli amministratori locali, in accordo con la Fondazione Coppola, cercheranno di valorizzare l’edificio non solo negli appuntamenti d’arte ma anche in occasioni di altri eventi: uno di questi, le Giornate Nazionali dei Castelli, sono in svolgimento proprio in questi giorni e prevedono visite guidate alle mura della città e al Torrione trecentesco.