Spettacoli

Davide Peron in tour con il nuovo album “Inattesi”

Il cantautore Davide Peron
di Margherita Scarello

Scatterà l’8 luglio da San Rocco di Tretto l’edizione 2018 di “Mi rifugio in tour”, i concerti estivi che vedranno il cantautore vicentino Davide Peron esibirsi nei rifugi delle prelati vicentine.

Le cinque tappe del tour, che toccheranno San Rocco di Tretto, Gallio, Recoaro, Schio e Valli del Pasubio, saranno l’occasione per ascoltare dal vivo l’ultima fatica di Peron, l’album Inattesi.

Inattesi

La copertina del quinto album di Davide Peron

Al primo ascolto, ne emerge nettamente il carattere intimo, familiare. Dal secondo, si inizia a cogliere che quel messaggio a una figlia ha un grande potenziale civile.

L’ultimo – quinto – album di Davide Peron, il cantautore scledense classe 1974, uscito a maggio edito da New Model Label e Ululati dall’Underground, s’intitola Inattesi. Racchiude, nei toni sommessi, quasi sussurrati a tratti, parole, evocazioni, ballate e poesie. Sette brani che dicono uno stile e una maturità diversi, rispetto al precedente Imbastir parole (2014), con la cura di testi che vanno all’essenza senza banalità; parole cercate, scavate.

Vent’anni dopo il primo album ( Davide Peron,1998), dieci dopo il secondo (Aria buona, 2008), quando «con la musica abbiamo iniziato a darci del tu», come ama dire il cantautore, Inattesi è il disco della seconda maturità: «Scrivendolo mi sono sentito uno strumento nelle mani della musica, completamente trasparente, superando il mio ego e le mie vanità, ma curando “per lei” tutti i passaggi» racconta Peron. Come un cantore epico che dà voce a ciò che la dea, la musa suggerisce, così il cantautore le ha offerto il canto, in un momento in cui non pensava di mettersi a scrivere musica. In questo disco sta quasi in secondo piano Davide Peron, che, anche in copertina, sceglie di riprodurre un quadro e non se stesso. Tutta l’opera, infatti, ruota attorno a sua figlia Anita Maria. Accompagnata alla vita con le canzoni di un padre che riflette su una nascita e consegna alla piccola ciò che ha di più caro: il silenzio, la pace, la natura, lo stupore e la meraviglia, il gioco, l’attesa.

Un album per tutti i figli

«Questo album, però, è per tutti i figli, anche per quelli inattesi, non aspettati, che più degli altri hanno diritto alla piena dignità. Penso ai figli dei tanti migranti che nessuno aspetta e che trovano attorno a sé non volti lieti, ma la nostra paura della paura, su cui c’è troppo tacere, anche da parte degli intellettuali continua l’autore. – Quando Anita era nata da tre giorni, ho composto il pezzo “Abbiamo pensato a giocare”; nel mese successivo, sono arrivati gli altri brani, su cui poi ho lavorato a lungo. Ho capito, allora, che il disco era già nato prima, quando, per il mio matrimonio con Eleonora, avevo scritto per lei “Prima di”».

I brani

Il primo brano dell’album, “Abbiamo pensato a giocare”, si snoda su un tappeto di chitarra e pianoforte che ricorda un carillon dal suono soave, da cui si leva l’espressione “pensieri inattesi”. Quasi un decollo, a dire “vivi i tuoi sogni che la vita ha inizio da lì”. Intensa,suggestiva e poetica è “L’attesa vuol cura”, una canzone che insegna «a non buttare via e a non buttarsi via, a contrapporre al culto odierno dell’istante il valore dell’attesa, maestra che cura e fa crescere l’anima». “Filastrocca” ha un ritmo incalzante e porta con sé la speranza e la fiducia che “in ogni luogo che devo andare c’è un amore che sa aspettare”. Dopo la poesia recitata “Fiore de campo”, radicata nel segno che la poetessa Miranda Bille ha lasciato in Davide Peron, tocca a “Il fiore che ho davanti”, un inno alla pace che denuncia la paura degli aerei e delle navi da guerra e trova armonia nella natura. Non manca, quindi, nemmeno in questo album il rifiuto al conflitto e alla violenza, un tratto distintivo della musica di Peron. Prima dell’ultimo brano, “Un silenzio”, ballata che custodisce l’augurio «di non perdersi nel bombardamento del caos, e di cercare, invece, lo spazio e il tempo del silenzio come quel “luogo” dove ci trovi tutto», c’è una perla: “Prima di”. Un testo scritto in punta di penna, che esprime un amore delicato, rispettoso dell’altro, l’amore di un uomo che ha “pulito le sue mani con cura”, prima di avvicinarsi alla sua donna, che intende la relazione come un “perdonarsi” e “prendersi sul serio”