Ufficio Pellegrinaggi

Il cuore spirituale della Spagna

di don Giuseppe Bonato

Sei giorni alla scoperta di quella che poteva rimanere una delle tante sonnacchiose città della vecchia Castiglia, collocata in un altopiano ventoso, ma che per decisione del re Filippo II divenne la sede di un impero pulsante dove non tramontava mai il sole, che andava dalla vecchia Europa, al Nuovo Mondo.

Divenuta Capitale nel 1561, per capriccio del Re Filippo contro il parere del padre, Madrid non si lascia scoprire a prima vista, non si espone allo sguardo fugace del visitatore. Ha un cuore nascosto, che devi scoprire e sentire palpitare dentro i grandi parchi, come El Buen Retiro, nelle Piazze, nei Palazzi, nelle vaste sale dei grandi musei e perché no anche nelle nuove ed eleganti vie dello shopping. Gli Arabi, nel tempo della conquista, furono attratti dai boschi della Sierra de Guadarrama, dalle acque limpide del Rìo Manzanares e lì costruirono una fortezza chiamata Magerit, che nel 1083 fu riconquistata dai re cattolici, ma per altri secoli le due comunità e religioni convissero con sopportabili tensioni.

Il Cuore di Madrid è la Puerta del Sol. Una piazza ovale circondata da edifici color crema in maggioranza del XVIII secolo. Di fronte alla Torre dell’orologio si trova la “Placca del Chilometro Zero”. Un popolare punto d’incontro dei madrileni, noti per essere persone aperte e genuine, è la statua bronzea di un orso che raccoglie fragole da una pianta. Qui si riuniscono la notte di San Silvestro per salutare il nuovo anno mangiando un chicco d’uva per ognuno dei dodici rintocchi, ma qui sono anche avvenuti i fatti più cruenti della storia spagnola, come la battaglia contro le forze egiziane di Napoleone, immortalate da Goya nel dipinto “Il 2 Maggio 1808”, o la dichiarazione della seconda repubblica nel 1931 e la marcia di un milione di madrileni contro il terrorismo dell’Eta nel 1980.

Oggi Madrid si è fatta una città moderna di oltre 3 milioni di abitanti. Vive il suo rinascimento economico e democratico, che la rende una delle capitali globali del mondo, forse come Filippo II l’avrebbe voluta. La scopriremo con calma camminando nella Calle dell’Alcalà e della Plaza Mayor, entreremo nella Chiesetta di Sant’Antonio de Florida e sosteremo alla tomba del grande pittore Goya, percorreremo le sale espositive del Museo del Prado, con i tanti capolavori sia di artisti italiani, che spagnoli e fiamminghi. C’immergeremo nel secolo d’oro della spiritualità spagnola entrando nelle antiche chiese a cominciare dalla basilica di San Francesco il Grande, con la sua cupola e quella di Sant’Andrea Apostolo, che racchiude all’interno la Cappella di San Isidoro, patrono della Città, uno dei più venerati in Spagna. Continueremo verso nord-est visitando San Lorenzo de El Escorial con il suo monastero patrimonio dell’Unesco, voluto da Filippo II quale luogo di sepoltura della famiglia reale e la vicina Valle de Los Caidos, memoriale della guerra civile spagnola.

Proseguendo a 113 km da Madrid e a 1130 metri d’altitudine incontreremo Avila, la più alta città della penisola, racchiusa dentro la “corona” delle sue mura, lunghe circa 2 km, alte 10 metri e spesse 3 metri, ricostruite da Alfonso VI quando la riconquistò agli Arabi nel 1090. Nel 1515 Avila diede i natali a Teresa de Cepeda y Ahumada, di nobile famiglia di origine ebraica, che per proteggere la figlia dalla Inquisizione, la fecestudiare in una scuola retta da religiose. Teresa entrò per sua scelta nell’Ordine Carmelitano, e visse i primi 18 anni con dignità, ma senza nulla di straordinario, finché verso i 40 anni cominciò ad avere un rapporto sempre più intenso con Gesù Cristo, dall’incontro con Il Bambino Gesù sulle scale del convento. Stomacata dalla ricchezza e dal degrado spirituale del suo ordine dette avvio ad un’intensa riforma del Carmelo, soprattutto dopo l’incontro con San Giovanni della Croce e lo diffuse in tutta la Spagna,sia con nuove fondazioni, che trasformando vecchie istituzioni.

“Gli Scalzi” Carmelitani e Carmelitane con la profondità della loro spiritualità, l’austerità della loro vita e la vicinanza al popolo rivoluzionarono la società civile e religiosa spagnola.

Già nel 1622 a 40 anni dalla morte Teresa D’Avila venne proclamata Santa e nei nostri tempi Dottore della Chiesa. Con una giornata a disposizione sosteremo in tutti i luoghi più espressivi: dalla Cattedrale, alla Chiesa di San Vicente, al Monastero de La Encarnacion a quello di San Giuseppe e di San Tommaso.

Riprenderemo poi la strada verso Toledo, città conosciuta come la città delle tre culture: islamica, ebrea e cristiana. Questo eclettismo influenzò l’architettura e l’arte della città. Visiteremo la Cattedrale e alla Chiesa di St. Tomé, uno sguardo al quartiere ebraico della Juderia e ad una sinagoga.

Infine prima del ritorno, nella direzione dell’aeroporto visiteremo il centro di Guadalajara.

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