Attualità In primo piano

“Così si fa il gioco di chi si vuole attaccare”

di Lauro Paoletto

Famiglia Cristiana è per molti di noi, da anni, un riferimento qualificato e coraggioso (come le altre riviste dei Paolini). È a partire da questa stima previa che esprimo il mio dissenso rispetto all’ultima copertina del settimanale dove si intima al Ministro dell’Interno un perentorio “Vade retro Salvini!”. È peraltro un titolo che non valorizza e distorce gli ampi e validi servizi contenuti all’interno del settimanale.

Il nostro settimanale diocesano ha criticato e critica senza ambiguità le misure assunte ministro Salvini in materia di migranti, come pure i toni aggressivi e sprezzanti spesso usati. Nonostante la distanza sul metodo e sul merito di alcune decisioni del leader leghista (o forse proprio per questo), siamo in difficoltà di fronte alla scelta del settimanale dei Paolini.

È discutibile prima di tutto e soprattutto per una questione di metodo.

Di fronte a una complessità spesso faticosa e disorientante e a uno sfarinamento sociale e culturale preoccupante è urgente come credenti dare il nostro contributo per far emergere, nel pluralismo dell’attuale contesto sociale e politico, le poche, essenziali cose condivise che possono ricostruire il pavimento comune del nostro Paese.

È una questione di metodo che diventa anche di contenuto. Come all’inizio della storia repubblicana forze politiche e culturali molto diverse riuscirono a trovare punti fondamentali di incontro, così si dovrebbe fare oggi. Occorre, dunque, riattivare luoghi e strumenti di dialogo e confronto in cui le parti (anche molto lontane tra loro) ritornino a confrontarsi sui “fondamentali” della convivenza civile. In questo senso il compito di testate come le nostre è anche quello di contribuire per creare le condizioni perché questo difficile e non scontato confronto possa in qualche misura svilupparsi.

Dare del “Satana” a un leader politico (per quanto non se ne condividano le posizioni) non è certo una mossa che aiuta. È anzi, una scelta che alimenta un approccio divisivo, proprio dei movimenti sovranisti: più mi distinguo e attacco il mio avversario più rafforzo la coesione del mio fronte.  Paradossalmente si va a fare il gioco di chi si vorrebbe attaccare.

Si parla tanto di pulire il linguaggio, di non alimentare l’odio, di rinunciare a titoli ad effetto in nome di possibili maggiori vendite. È un invito che vale per tutti. Credo anche per Famiglia Cristiana.

Commenta

Clicca qui per lasciare un commento