Diocesi

«Corresponsabilità e gioia. Ecco la “mia” pastorale giovanile»

Don Riccardo Pincerato, 32 anni, da settembre sarà il nuovo direttore dell'Ufficio della diocesi di Vicenza dedicato ai giovani. Succede a don Lorenzo Dall'Olmo, in partenza per il Brasile come Fidei donum.
Don Riccardo Pincerato
di Marta Randon

Relazione, corresponsabilità e gioia. Le metterà in valigia don Riccardo Pincerato il giorno del “trasloco” nel nuovo Ufficio di pastorale giovanile che guiderà da settembre. 32 anni, da sei cappellano a Piazzola sul Brenta, il sacerdote nato a Vigonza (Pd) prenderà il posto di don Lorenzo Dall’Olmo, che partirà come fidei donum in Brasile. La novità è che don Pincerato avrà la responsabilità di tutto il settore giovani, mentre l’Azione Cattolica giovani sarà seguita da don Christian Corradin, già assistente Acr.

Don Riccardo, in che modo il mondo dei giovani fa parte della sua vita e della sua formazione?

«Dal momento in cui sono entrato in parrocchia ho cercato di dedicare testa, cuore e passione ai ragazzi. Ho cercato di intrecciare le loro vite e le loro storie. La figura del cappellano è cambiata rispetto a quando ero giovane io. Negli anni ’90 era un ruolo dedicato all’oratorio 24 su 24, adesso è cambiato ma è comunque stimolante. Sia a Torri di Quartesolo (dove don Riccardo ha fatto il tirocinio ndr) che a Piazzola sul Brenta ho visto crescere tanti ragazzi. La vita del prete è bella proprio per questo: intrecci tante storie e  ti senti corresponsabile di alcune vite. Questo vale anche per il mondo degli adulti e per tutte le relazioni che si creano nella vita parrocchiale».

Agganciare il mondo giovanile è sempre più difficile… 

«Credo che la complessità di questo incarico stia proprio nel fatto che non c’è una ricetta. La strada giusta sono le relazioni. Il problema è che le relazioni richiedono molto tempo e spesso, essendo sempre in meno, non è facile coltivarle. È necessario puntare su adulti significativi, coraggiosi, maturi e con disponibilità di tempo. Penso a tante “piccole” persone appassionate che insieme cercano di fare Chiesa».

Che cosa si aspetta dal nuovo incarico?

«Bah, è un gran “casino” (scherza). Due sono le parole che mi vengono in mente: gratitudine ma anche inquietudine. Sono grato per tutto quello che don Lorenzo (Dall’Olmo), Laura (Pigato) e l’equipe di pastorale giovanile hanno realizzato fino ad oggi. Ringrazio il mio parroco e le parrocchie che ho incontrato in questi anni perché mi hanno aiutato ad essere quello che sono. Dico grazie anche agli amici e alla mia famiglia, sempre presenti in questi passaggi. Dall’altra parte sono inquieto per l’importante incarico. Coordinare tutte le realtà giovanili della diocesi sarà un impegno notevole».

Come pensa di coordinare le varie realtà giovanili?

«Vorrei che tutte le realtà giovanili possano sentire che c’è una diocesi che le accompagna, le sostiene e che cerca di essere al loro fianco per percorrere un pezzo di strada insieme. Il futuro ci porta sempre più ad essere un corpo unico insieme alla pastorale vocazionale. Sarà un lavoro profondo di sinergia con don Luca Lorenzi e don Christian Corradin. Ci aspetta un cammino sinodale che è quello che i vescovi hanno messo sul piatto fino al 2025. Ci sono poi due tappe importanti: la giornata mondiale della gioventù nel 2023 a Lisbona e il Giubileo nel 2025. L’orizzonte è chiaro e ben dettagliato». 

Uno dei primi obiettivi quale sarà?

«Quando penso ai giovani penso alla gioia. Il nostro obiettivo sarà aiutare i ragazzi, ma anche gli adulti, a riscopire la gioia profonda dell’incontro con il vangelo. Dio si incontra attraverso i sacramenti, ma anche con l’esperienza di Chiesa. Tutto quello che si fa in parrocchia è per vedere i ragazzi felici. La cosa fondamentale è rimanere  aperti e lasciarsi stupire da quello che succederà, senza rimanere ancorati al passato. Se rimaniamo accoglienti magari qualche giovane che ha deciso di “andarsene” tornerà e troverà una casa ancora più accogliente e stimolante».

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