Attualità In primo piano

Coraggio e passione per guardare al futuro

di Lauro Paoletto

Stanno scorrendo le ultime ore di questo anno 2018. Vogliamo, anche noi, farne una sintesi, ricordare le cose più significative, comporre un album in cui trattenere i fatti che più ci hanno colpito. Ogni donna e uomo, giovane o anziano, poco o tanto, compone il proprio album di ricordi. Ce n’è uno strettamente personale legato alla propria esistenza, fatto di emozioni, incontri, avvenimenti tristi o gioiosi che solo ciascuno di noi conosce.

È molto importante fare memoria. È importante per dare significato al tempo che passa, per cogliere al suo interno una trama di significati e orizzonti, per riconoscere (per chi crede) l’impronta del Signore nella propria storia, che sempre ci accompagna.

Il rischio, oggi forse più di ieri, in questo tempo liquido in cui tutto può scorrere veloce e indistinto è che il tempo sia un alternarsi di attimi tutti uguali in cui non tratteniamo nulla e in cui nulla alimenta la nostra memoria. E noi siamo, allora, immersi e storditi in un eterno e sterile presente.

Il primo augurio, anche per questo 2018 che si va a concludere, è, dunque, che alimenti la nostra memoria, renda più ricco il nostro passato, ci consenta di intuire e contemplare il mistero della vita che si dipana.

La memoria è una dimensione innanzitutto personale. Ma è anche o deve diventare una dimensione fondamentale di un’identità comunitaria. Non c’è comunità senza una memoria alimentata e condivisa. Ecco allora il senso di scorrere velocemente l’album delle “foto di famiglia” e trattenere quello che ci sembra più significativo.

Il secondo augurio che vi vogliamo fare è riconoscere le varie comunità di cui ci sentiamo parte. Dalla famiglia alla parrocchia, dal Comune alla società sportiva, dalla Chiesa italiana a quella universale, dalla propria scuola o dal proprio lavoro alla comunità sul web, dal Veneto all’Europa, dall’Italia al Mondo intero. E potremmo continuare ancora per molto. Queste comunità indicano quanto ci stanno a cuore gli altri, quanto siamo capaci (e allenati) a dilatare il cuore. Certo la comunità può indicare anche qualcosa di chiuso, di timoroso verso l’esterno riconosciuto come pericolo. Ma qui sta la sfida: essere protagonisti di comunità capaci di aprirsi, di integrarsi con altre, di contaminarsi. È la risposta alla paura che abita i nostri paesi, all’incattivirsi che al Censis è apparso uno dei tratti degli italiani oggi.

Come giornale abbiamo deciso di rileggere questi dodici mesi scegliendo i fatti più significativi del 2018. Lo abbiamo fatto per ciascuno degli ambiti che strutturano le nostre notizie: l’attualità (nazionale e internazionale), la vita della Chiesa (locale e universale), la cronaca del nostro territorio, il tempo libero: dallo sport alla cultura. Le notizie che qui presentiamo hanno almeno due elementi in comune: evidenziano dei protagonisti e i loro effetti proseguono ancora nel presente. È così per le notizie ecclesiali: l’assemblea diocesana di gennaio in cui è stata presentata la Nota “Orientamenti circa le Unità pastorali”, vere “protagoniste” di questa stagione ecclesiale in cui la Chiesa affronta le molte sfide decidendo di rendere più esplicito e riconoscibile il proprio nuovo volto. Così è per il Sinodo sui giovani: preparato da un inteso cammino presinodale a livello di Chiesa locale, deve ora entrare nella stagione del consolidamento di una serie di intuizioni che trovano nel documento finale (in attesa di quello che il Papa approverà) la sintesi più significativa. I protagonisti qui sono i giovani e una Chiesa che (prima e meglio di tanti altri soggetti sociali e istituzionali) ha capito che la vera rivoluzione per poter rispondere a sfide assolutamente inedite è rappresentata dal mettersi in reale ascolto dei giovani. L’ultima notizia riguarda la Chiesa universale con la canonizzazione di Paolo VI e Oscar Romero, un modo per ribadire la fedeltà al messaggio del Vangelo e a quanto il Concilio vaticano II ha affidato alla contemporaneità Brexit, Ponte di Genova e Governo Conte sintetizzano la politica in una stagione turbolenta che vede l’Europa (ma non solo) in affanno e i paradigmi classici messi in discussione (fino ad arrivare a mettere in dubbio i fondamenti stessi della democrazia). L’impressione è che il sistema politico sia alla ricerca di un nuovo equilibrio. La speranza è che quello che uscirà rappresenti un passo in avanti per ogni donna e uomo.

Per la cronaca locale in evidenza l’attenzione al territorio e alla sua salvaguardia con il Ponte di Bassano e la strage di alberi sull’Altopiano e le dinamiche politiche locali con le elezioni amministrative nel 2018 che, in particolare, hanno visto un cambio politico nel comune di Vicenza con l’elezione di Francesco Rucco.

Il focus si conclude con lo sport e la cultura ricordando da un lato la nuova vita del Vicenza Calcio con l’avvio dell’era Renzo Rosso e dall’altro i successi dei nostri protagonisti dello sport nazionale, europeo e mondiale. Per la cultura lo spazio è dedicato alla memoria dei cento anni della fine della Prima guerra mondiale.

Mentre si chiude quest’anno non possiamo non ricordare il giovane trentino Antonio Megalizzi, ucciso da un terrorista a Strasburgo. Un altro collega vittima della follia omicida, un altro giovane che aveva fatto dell’incontro con altri popoli e culture, della scommessa su una Europa più autentica, della serietà della propria preparazione, la cifra per dire chi possono essere gli italiani oggi e con quale coraggio e passione si debba guardare al futuro. Ci sembra l’augurio migliore per iniziare il nuovo anno. Buon 2019 a tutti!