Vicenza

Continuano i furti al Cimitero maggiore. Cittadini esasperati

di Natascha Baratto

È il luogo sacro dove i cari riposano per l’eternità e dove dovrebbe esistere una sorta di campana di vetro di intoccabilità da parte di tutti. Per rispetto di chi è mancato, ma anche per chi è rimasto a piangere coloro che nel Cimitero Maggiore di Vicenza sono accolti. Invece da molti anni non è così. I furti dei fiori, dei vasi, dei ninnoli lasciati per i bambini, oltre all’apertura delle automobili nel parcheggio per rubare ciò che c’è all’interno sono le quotidianità del cimitero di viale Trieste in città.

«Rubano i fiori e i vasi e i clienti entrano qui dentro lamentandosi – racconta Valeria Marangoni, proprietaria dell’omonima fioreria sita davanti all’entrata del cimitero -. Da trent’anni è così e va sempre peggio: sebbene vengano continuamente segnalati ai carabinieri i furti, tra cui anche quelli fatti spaccando i vetri alle automobili, non c’è nessuno controllo ».

La fiorista conclude narrando un episodio di pessimo gusto: «Pochi giorni fa una signora mi ha raccontato che mentre lei pregava sulla tomba di un suo caro, c’era un signore che faceva i suoi bisogni vicino a lei. Di giorno, all’aperto, in cimitero: non c’è più vergogna».

Un degrado che però non si percepisce passeggiando tra le viuzze del cimitero: il silenzio surreale, in cui nessun rumore tange il riposo eterno fa da contorno a distese di “letti eterni” decorati la maggior parte con fiori finti vicini alla foto e vasi appena acquistati in dono.

Sebbene siano molti i “cantieri”, se ne contano nove, che interrompono la bellezza del verde con segnali per vietare il passaggio, il cimitero sembra in ordine e ancora un luogo sacro, da non violare. Ma anche i frequentatori confermano ciò che racconta la fiorista: «Mi hanno rubato tre ciclamini, una calancola e un’erica – racconta Maura Nicolato, dopo aver pregato sulla tomba della suocera -. Il giorno dei morti ho portato i crisantemi e non sono durati nemmeno un giorno: mi sto stancando di acquistare fiori che vengono profanati da coloro che non hanno rispetto del luogo. Qui è la quotidianità, rubano sempre, mentre al cimitero di Maddalene, dove è sepolta mia madre, mi è successo solamente una volta».

Una tomba in cui giace una bambina è ricca di pupazzi, peluche e piccoli giochi, portati presumibilmente dai genitori, ma anche da amici che lasciano un ricordo. Un cartello è in bella vista sulla tomba: la famiglia ricorda che Dio vede ogni atto e di pensarci prima di rubare. Non si sa però se l’intimidazione funzioni.