Chiesa

Sud Sudan. Il vescovo Carlassare torna a Rumbek per la consacrazione episcopale

Padre Carlassare al santuario di Piovene.
di Luca Bortoli

Venerdì 25 marzo, padre Christian Carlassare sarà consacrato vescovo a Rumbek, la Chiesa sud sudanese di cui diventerà a tutti gli effetti pastore per volontà di papa Francesco. Il missionario comboniano 44enne di Piovene Rocchette saluta la sua parrocchia d’origine questa domenica alle 10.30 per poi trasferirsi a Roma da dove nei giorni successivi volerà nel giovanissimo e martoriato Paese africano. Il brutale attentato avvenuto nella notte tra il 25 e 26 aprile scorsi non ha dunque fermato il disegno della Provvidenza. Con dieci mesi di ritardo, Rumbek avrà il suo vescovo e si aprirà una nuova pagina nel cammino della Diocesi.

Padre Christian, con quale spirito attende l’ordinazione dopo tutto quello che è successo?

«Con rinnovata fiducia e ulteriore affidamento a Dio, lui è in controllo di tutto, tutto è diretto al bene nostro e della comunità di cui facciamo parte, anche quando la realtà si fa difficile e davanti a noi si presentano sfide complesse. Sono consapevole che a Rumbek c’è una Chiesa che mi aspetta, questo è stato un tempo di grande attesa in cui in molti mi hanno fatto sentire il calore, mi hanno chiesto di tornare e di non cedere alla paura. C’è una Chiesa che rimane in cammino, anche di fronte alle ostilità, e che cerca un pastore per accogliere insieme le responsabilità: non sono solo in questa missione » .

Quale Chiesa si aspetta di trovare al suo arrivo a Rumbek?

«Troverò una Rumbek allarmata da quello che è successo e quindi più attenta, vigilante. La sfida ora è comprendere insieme che tutti noi siamo chiamati a essere protagonisti del percorso che si apre oggi verso un futuro in cui evitare quanto più possibile tutto ciò che può dividerci. Una Chiesa meno frustrata e assuefatta a una situazione insoddisfacente. In questi undici mesi dall’attentato ho visto un’attiva partecipazione del clero, dei religiosi e degli agenti pastorali laici, tutti pronti a creare le condizioni per ripartire insieme, cercando di chiarire le situazioni poco chiare nella diocesi per ripartire con nuovo slancio nell’opera di evangelizzazione, che si concretizza anche nei servizi per la promozione umana: Caritas, istruzione e sanità. Particolare attenzione viene data ai giovani che rappresentano una larga maggioranza della popolazione e della nostra assemblea cristiana».

Padre Christian, come percepisce l’attentato di cui è stato vittima a distanza di mesi?

«Lo considero una ferita nel mio corpo che dimostra quanto la Chiesa e la gente di Rumbek sia ferita. Il trauma del conflitto e la frustrazione spingono la gente ad esprimersi con ostilità e violenza. Sono rammaricato da quanto successo, ma sento che attraverso quell’episodio si sono aperte nuove possibilità che altrimenti ci sarebbero rimaste precluse. Ogni ferita porta una grazia da accogliere. Da pastore ferito sarò più solidale con le mie pecore stanche e affaticate. Il perdono poi mi aiuterà ad accogliere chi ha sbagliato nella fiducia che la persona non è il suo errore, può redimersi. Anche chi nell’errore è chiamato a diventare santo. Questo insegna l’Africa, molto più tollerante laddove noi siamo facili al giudizio. Per un sacerdote, la misericordia è centrale. Anche se costa sacrificio».

Come ha trascorso questi mesi di attesa?

«Sono stati mesi bellissimi, ho percepito la vicinanza della nostra Chiesa, la Diocesi di Padova e le diocesi vicine, il sostegno e la preghiera di tante comunità e famiglie religiose che mi hanno fatto percepire l’unità della Chiesa, anche se sparsa in tante parti del mondo: siamo tutti ancorati alla nostra fede, una luce grande per la missione».

C’è un gesto simbolico che vorrebbe compiere all’inizio del suo ministero a Rumbek?

«Anzitutto leggo un collegamento provvidenziale nella data della mia ordinazione. Il 25 marzo si ricorda l’Annunciazione dell’angelo a Maria, la stessa Madonna dell’Angelo a cui ho donato qui a Piovene le pallottole con cui sono stato colpito: sento una particolare protezione e vicinanza di Maria. L’ordinazione poi avverrà nella cattedrale della Sacra famiglia di Rumbek. Lì, durante la messa di ringraziamento, compiremo un atto di devozione proprio alla sacra famiglia, che ha custodito e fatto crescere Gesù, perché custodisca il cammino pastorale e la vita della nostra Chiesa».