Territorio

Comuni a galla grazie ai risparmi del 2019

Da Dueville a Schio, passando per Piazzola e San Bonifacio, vediamo come le amministrazioni fronteggiano la crisi da Covid.
Il municipio di Schio
di Marta Randon (hanno collaborato Turetta e Franchetti)

Nei comuni della provincia la voglia di ripartire si mescola con l’apprensione. 500mila euro è la stima, a spanne, delle mancate entrare nelle casse di Dueville, comune al di sotto di 15mila abitanti, dopo tre mesi di lockdown. «Per il momento i conti tengono perché attingeremo ai 900mila euro avanzati dal 2019 – dice il sindaco Giusy Armiletti  che non nasconde la sua preoccupazione -. Il Governo ci permette di utilizzarle per le spese straordinarie da Covid. Confidiamo, poi, sugli aiuti statali. La situazione è imprevedibile». 

Nei mesi in cui l’Italia si è fermata nelle casse dei Comuni sono mancati gli introiti delle multe (un calo drastico dovuto alla cessazione della circolazione dei mezzi), di varie tasse e tributi (vedi il dettaglio nell’intervista a Luca Romano nelle due pagine precedenti ndr), ai quali si aggiunge l’incognita Imu. Quante famiglie saranno in grando di pagare la prima rata in scadenza il 16 giugno?

«Sento una grandissima responsabilità soprattutto dal punto di vista sanitario – continua Armiletti -. I centri estivi partiranno, ma le misure di precauzione saranno maggiori di quelle richieste. Parliamo di bambini, delle nostre famiglie». Molti nuclei familiari che non erano in difficoltà, ora lo sono: «Hanno richiesto il buono spesa famiglie che non conoscevamo, manca il lavoro e l’assegno di disoccupazione deve ancora arrivare». Per non gravare ulteriormente sui bilanci familiari l’amministrazione di Dueville – su richiesta – ha restituito le quote mensa e trasporto scolastico in eccedenza. Prevediamo difficoltà nel pagamento degli affitti e vogliamo aiutare chi è in difficoltà».

A Piazzola sul Brenta si recupera liquidità con ritocchi nella finanza municipale. «Abbiamo 195mila euro di oneri di urbanizzazione da utilizzare per le spese correnti, tra cui il sostegno alle aziende e alle famiglie più danneggiate – spiega l’assessore comunale al bilancio Lorenzo Bettella -. Più 150mila euro dalla rinegoziazione dei mutui di Cassa depositi e prestiti. E altri 200mila euro dalla sospensione del mutuo per le piscine». Per quel che riguarda gli effetti della crisi sulla cittadinanza, dipende molto dalla tipologia di attività. «Bar e ristoranti hanno ripreso subito, più dura è invece per l’abbigliamento e le calzature» dice l’assessore Bettella. Restano poi le incognite relative alle manifestazioni, tipo il Mercatino delle Cose di altri tempi. «Valuteremo a giugno, centinaia di espositori possono causare assembramenti». 

Va a pescare dai risparmi anche Carmignano di Brenta. «Abbiamo un avanzo di amministrazione di quasi 400mila euro, prenderemo risorse da quello» dice l’assessore alla cultura Daniela Baldo che, con la Giunta, ha messo a punto un progetto strutturato di interventi, “Carmignano riparte”. Il progetto include il sostegno a commercianti e artigiani per 200mila euro, l’abolizione della Tosap per tutto il 2020, l’acquisto di apparecchi per la sanificazione da prestare a rotazione alle imprese. Ma anche la lotta alle nuove povertà con l’impiego di disoccupati, il supporto alle rette dei centri estivi e alle famiglie.

Imu dicevamo: chi riuscirà a pagarlo entro il 16 giugno? Schio (nella foto il Municipio) posticipa al 31 luglio la prima rata della quota che spetta all’amministrazione. Il Comune offre anche la possibilità di dilazionare il pagamento della Cosap (canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche) e dell’imposta comunale sulla pubblicità a fine ottobre 2020 senza oneri e sanzioni, ai quali si aggiunge il posticipo del pagamento della Tari: dal 16 giugno al 16 ottobre. Rimane invece invariata la scadenza del 16 giugno per la quota del’Imu che spetta allo Stato. 

«Al mese di giugno la stima del calo di entrate è di 4 milioni di euro circa – spiega l’assessore al bilancio Matteo Trambaiolo -. Posticipando i pagamenti delle imposte abbiamo voluto dare un aiuto immediato a famiglie e imprese. Riusciremo a stare a galla grazie all’oculata gestione degli anni precedenti». Il rinvio di tante scadenze è la strada adottata anche a San Giorgio in Bosco (Pd), come precisa il sindaco Nicola Pettenuzzo: «Ho parlato con imprenditori e residenti, alcuni non ce la facevano più: tanti adempimenti e poco giro di clienti o di attività. Per fortuna il bilancio tiene ancora».

A San Bonifacio (Vr) si stima che più del 23% dei cittadini sarà in difficoltà nel pagamento di Imu e Tasi. «Si ipotizza così un buco di bilancio da coprire con i risparmi degli anni precedenti», spiega il sindaco di San Bonifacio, Giampaolo Provoli. Il Comune è impegnato nel sostegno a famiglie in cassa integrazione, che hanno perso il lavoro o che  lavoravano a chiamata (apprendisti, baristi, commesse, badanti, collaboratrici domestiche). Da qui la necessità di dotare servizi sociali e associazioni no profit di contributi economici per garantire le borse alimentari. È prevista, poi, una riduzione delle tasse comunali e un’agevolazione per l’uso dei plateatici. Il Comune sta infine lavorando su un centro di coordinamento per tutte le associazioni e agenzie educative che si occupano di infanti, bambini e ragazzi, al fine di trovare risposte in termini di protocolli di sicurezza, procedure operative ed eventuale acquisto di dispositivi di protezione; in questo modo le quote di iscrizione saranno più contenute per le famiglie.  L’Assessorato ai Servizi sociali ha attivato la solidarietà di vicinato, con lo slogan “Prenditi cura del tuo vicino”.

Nei comuni, soprattutto quelli più piccoli, nei mesi di lockdown il lavoro di volontari della protezione civile e di tante associazioni è stato straordinario. Sono state distribute migliaia di mascherine. Gli operatori hanno suonato i campanelli, casa per casa, e ogni famiglia ha potuto disporre di un dispositivo di protezione. Sono inoltre stati conseganti farmaci e spese a domicilio. Alcuni sindaci hanno telefonato personalmente agli anziani soli.

A Dueville non è ancora stato inaugurato, ma è già attivo da mesi l’Emporio solidale, il “supermercato” speciale, unico in provincia, finanziato dalla Regione Veneto, dove è possibile comprare alimenti con i buoni spesa comunali. «Durante l’emergenza Covid è stata una risorsa preziosa – spiega il sindaco Armiletti -. 21 famiglie hanno potuto ricevere a casa il pacco spesa». A Dueville hanno riaperto tutti i negozi. Non riaprirà, invece, l’unica agenzia di viaggi in centro a Quinto Vicentino. «È prematuro fare i conti – dice il sindaco Renzo Segato, li potremo fare bene dopo l’estate -. Durante l’emergenza abbiamo elargito 31mila euro di buoni spesa, prima a 37 famiglie, poi a 55 (alcune del primo gruppo, altre nuove). Il Comune ha aperto anche due conti correnti tramite i quali le persone più benestanti, potranno aiutare i concittadini in difficoltà. «La preoccupazione è per il futuro – continua Segato -, se l’economia non riparte, difficilmente riusciranno a risollevarsi».L’amministrazione di Quinto Vicentino ha collaborato con un’azienda del territorio, la Forall, che ha prodotto 20mila euro di mascherine lavabili che sono state distribuite ad ogni famiglia. In paese hanno riaperto tutti i negozi e i bar e il sindaco sta valutando di modificare la viabilità per aumentare lo spazio esterno. Sedie e tavolini al posto di posti auto.