Cultura
All'Auditorium Vivaldi un ciclo di incontri per ripercorrere le tappe di un anno che ha segnato il '900

A Cassola una rassegna sul ’68 cinquant’anni dopo

La rassegna è promossa dall'Unità Pastorale di San Giuseppe e San Zeno

Le proteste di piazza, le università occupate, la liberazione dei costumi ma soprattutto la voglia di cambiare il mondo e la società. A cinquant’anni di distanza, cosa è rimasto del Sessantotto? E soprattutto, che ne è stato di quella generazione di giovani decisa a rompere col passato per costruire un futuro diverso per sé e per i propri figli? A dare una risposta ci prova l’Unità pastorale di San Giuseppe e San Zeno che, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Cassola e la Pro Loco paesana e con il supporto di Costenaro Assicurazioni, il prossimo 17 gennaio darà avvio ad un percorso di approfondimento dedicato proprio all’anno chiave delle contestazioni operaie e studentesche, delle battaglie per i diritti civili, della rivoluzione sessuale.

La rassegna, che si intitola “Il ‘68 ha cinquant’anni. Li dimostra?”, si svilupperà attraverso una serie di incontri con scrittori, sociologi, teologi e giornalisti ai quali sarà chiesto di partire dai grandi temi di quegli anni per portare la riflessione sul nostro presente. Sono undici gli appuntamenti in programma: tutti ad ingresso libero, con inizio alle 20.30, e tutti ospitati all’auditorium Vivaldi di via Monte Pertica, dove si alterneranno al microfono personaggi del calibro di Natalia Aspesi (giornalista), Michael Davide Semeraro (teologo), Lidia Ravera (scrittrice), solo per citarne alcuni.

«L’iniziativa – spiega Enrico Zarpellon, uno dei curatori del ciclo – nasce in ambito parrocchiale anche grazie all’interesse del parroco, don Stefano Caichiolo, con l’obiettivo di proporre un itinerario di formazione e approfondimento rivolto in particolare agli adulti, in cui ad argomenti di interesse pastorale si affiancano tematiche socio-culturali più ampie.

La rassegna prende spunto dal cinquantesimo anniversario del movimento del ‘68, ma non vuole “fare archeologia” su quegli anni; mira a capirne la portata e il valore ma soprattutto a parlare dell’oggi, del 2018, attraverso un dialogo tra persone appartenenti al mondo laico e a quello credente. Riprendere alcuni slogan divenuti simbolo delle proteste di piazza e delle battaglie di allora, ci permette di ragionare in modo fecondo anche sul piano teologico-spirituale e su come oggi viviamo tali questioni, centrali nella vita di ognuno, credente o meno».

«La rassegna – prosegue – si struttura in due parti: la prima include sette conferenze in calendario da qui sino alla fine di febbraio, mentre la seconda tranche si concentrerà in un fine settimana (quello che va dal primo al 4 di marzo) nel corso del quale, attraverso la musica, il teatro, la letteratura e il cinema, proveremo a immergerci nella temperie artistica dell’epoca».

«All’Amministrazione la proposta è piaciuta moltissimo – rimarcal’assessore alla cultura del Comune di Cassola, Marta Orlando Favaro – sia per lo spessore culturale degli appuntamenti in calendario sia per l’apertura sociale dei temi trattati. Siamo stati quindi molto felici di contribuire all’organizzazione e ci auguriamo che il cartellone possa suscitare l’interesse di tutta la cittadinanza e non solo».

Si inizia quindi mercoledì 17 gennaio con il sociologo Marco Marzano, che terrà un incontro introduttivo dal titolo “Rivoluzione o involuzione?”. Il 24 gennaio il testimone passerà alla teologa Stella Morra, protagonista del secondo appuntamento: “Chiese in uscita o chiese svuotate?”. Il 31 gennaio si prosegue con un incontro a due voci sul tema dell’educazione, a partire dal famoso slogan “Vietato vietare”. La riflessione sarà guidata dal consulente familiare Raffaello Rossi e dalla biblista Rosanna Virgili. “Mettete dei fiori nei vostri cannoni” sarà il filo conduttore dellaconferenza del 7 febbraio,

in cui si parlerà di pacifismo e guerra mondiale a pezzi con Franco Vaccari di Rondine Cittadella della Pace e Fabio Corazzina di Pax Christi. Il 14 febbraio torna d’attualità la questione femminile; il “mantra” delle femministe “Io sono mia” sarà riletto dalla giornalista Natalia Aspesi e dalla teologa Cristina Simonelli. Di decrescita e consumismo si discuterà invece il 21 febbraio con il sociologo Daniele Marini e la teologa Antonietta Potente, mentre il 28 lo scrittoreMarco Mancassola e il teologoMichael Davide Semeraroaffronteranno il tema del sogno e del disincanto.

Il gran finale è invece in programma nel primo week end di marzo, con “l’immaginazione al potere”: una quattro giorni dedicata alle arti e al clima culturale degli anni Sessanta e Settanta.

Giovedì primo marzo è fissato un incontro con l’autrice Lidia Ravera,mentre il giorno successivo si potrà assistere alla performance di Luca Scarlini, che proporrà uno spettacolo a tema. Il 3 marzo I vitellini di Felloni riproporranno le intramontabili canzoni di Fabrizio De Andrè e il 4 sarà proiettato il film di Olivier Assayas Qualcosa nell’aria, sul maggio francese.

Gli organizzatori della rassegna