Diocesi

Il Vescovo Giuliano ai migranti: «Sollecitate anche noi a metterci in cammino»

di Marta Randon

«È stato un incontro pieno di colori, volti e storie, molto partecipato – afferma il vescovo Giuliano -. Un momento ricco di preghiera e di canti ben fatti».

Il 6 gennaio, in Cattedrale, doveva essere una celebrazione dell’Epifania particolarmente significativa è così è stato. «Si è trattato del primo incontro di don Brugnotto con i migranti cattolici e ortodossi, insieme ai capellani etnici della Diocesi – commenta padre Sergio Durigon, direttore dell’Ufficio Migrantes -. La Festa dei Popoli è il momento annuale in cui i migranti cattolici dei centri pastorali si incontrano con il loro Pastore e tra di loro sentendosi parte dell’unica Chiesa che è in Vicenza. Le famiglie migranti fanno parte del tessuto sociale, lavorativo ed ecclesiale, in cui tutti noi viviamo e per cui tutti insieme ci adoperiamo per renderlo il più possibile solidale e fruttuoso».

Un altro aspetto importante della Festa è che, quest’anno, si celebra l’anniversario dei 25 anni dall’istituzione in Diocesi dei primi Centri Pastorali per migranti cattolici. «Il 2023 è l’occasione per riflettere sul loro significato e sul cammino sinodale che siamo chiamati a fare» sottolinea Durigon.

Significativi alcuni passaggi dell’omelia del vescovo Giuliano: «Carissimi – ha detto ai presenti – siamo giunti dalle nostre case, da diverse comunità linguistiche ed etniche, da varie parti del mondo, perché nel buio dell’esistenza cerchiamo la Luce. Nella fatica e nel tempo della sofferenza portiamo nel cuore domande che ci spingono a cercare una risposta. Non viviamo tutto questo con tristezza, perché la stella che ci guida infonde in noi una grande speranza«.

«Oggi  – ha affermato – la Cattedrale di Vicenza è illuminata più di ogni altro giorno per la presenza di tanti fratelli e sorelle che come i Magi hanno lasciato le loro sicurezze, i loro paesi, per mettersi in cammino, talora anche rischiando la vita. Sono molti i migranti che passano attraverso momenti di prova pur di rispondere al desiderio di vita che portano nel cuore. E fanno strada, tanta strada. Anche loro si imbattono in poteri umani che, sentendosi minacciati, ostacolano il cammino o, addirittura, li respingono con violenza ricattandoli per denaro».

Rivolgendosi ancora ai migranti ha detto: «Vi chiediamo di sollecitare anche noi a metterci in cammino, affrontando rischiose scelte pastorali di cambiamento, abbandonando le nostre sicurezze. Voi portate in mezzo a noi una nuova vitalità. Ce lo ha ricordato papa Francesco: “L’arrivo di migranti e rifugiati cattolici offre energia nuova alla vita ecclesiale delle comunità che li accolgono. Essi sono spesso portatori di dinamiche rivitalizzanti e animatori di celebrazioni vibranti. La condivisione di espressioni di fede e devozioni diverse rappresenta un’occasione privilegiata per vivere più pienamente la cattolicità del Popolo di Dio”».