Territorio

Capanna di Betlemme, un tetto per tutti

È attesa del Natale anche per la Capanna di Betlemme, la struttura di accoglienza per persone in condizioni di marginalità sociale a Cavazzale. Dal 2019 la casa – che si trova nei locali della parrocchia ed è gestita dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – è diventata un punto di riferimento e un luogo di solidarietà per coloro che si trovano ad affrontare un momento di difficoltà.

«In questi giorni ci stiamo preparando al Natale nella semplicità e nella condivisione – racconta Tiziana Lovato, che coordina le attività della Capanna di Betlemme -. Le persone che vivono qui hanno percorsi di vita molto diversi fra loro e non tutti sono cristiani. Natale è un modo per vivere un momento di festa assieme. Un momento che “prepariamo” in comunità e che non viene imposto. Abbiamo pensato insieme a cosa cucinare per il pranzo del 25 e ci siamo organizzati per andare a fare la spesa assieme. L’importante è che sia occasione per condividere un tempo».

Attualmente sono una dozzina le persone che vivono stabilmente in Capanna di Betlemme: alcune in attesa di raggiungere un’autonomia abitativa e altre, invece, in estrema fragilità e con la necessità di essere accompagnate nella loro quotidianità. «C’è chi ha vissuto per molto tempo in strada e sta aspettando di poter entrare in una comunità terapeutica o anche in casa di riposo e poi c’è anche chi, nonostante abbia un lavoro, non riesce a trovare una sistemazione propria – continua Tiziana – Sono tutte persone che arrivano qui su segnalazione dei servizi sociali, della Caritas oppure tramite il contatto con le nostre unità di strada che ogni giovedì sera sono a Vicenza tra i senza fissa dimora».

Le storie che si incontrano negli spazi di Capanna di Betlemme sono molto diverse fra loro, ma sono tutte accomunate dal bisogno di un aiuto. «Tempo fa sono stata contattata anche da un’azienda del territorio per un loro dipendente che era appena uscito da un centro di accoglienza straordinaria e non sapeva dove andare a vivere. Lo abbiamo accolto qui». I motivi che portano a situazioni di fragilità, dunque, sono molto differenti e a volte sono legati anche a sistemi burocratici che non favoriscono l’autonomia e l’inserimento delle persone. Oltre alla Papa Giovanni XXIII, la Capanna di Betlemme è frequentata anche dalla comunità parrocchiale. «Siamo in una canonica e quindi abbiamo un rapporto diretto – spiega -. Ci sono persone che vengono qui a darci una mano come volontarie».

La giornata “tipo” nella casa di accoglienza di Cavazzale inizia verso le 8.30 con la colazione e con un momento di riflessione condiviso per poi proseguire con la sistemazione degli spazi e le attività di vita quotidiana. «Nei giorni scorsi abbiamo pulito la chiesa in previsione delle prossime celebrazioni».
Anche questo è un modo per vivere il Natale assieme. Chi vive in Capanna di Betlemme, poi, parteciperà anche a un altro momento importante: la Santa Messa di giovedì 21 dicembre alle 20.15 nel sagrato del Duomo di Vicenza assieme all’Unità di Strada della Papa Giovanni XXIII.

Lorenza Zago

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