Itinerari

In cammino con il Beato Claudio


Dal Trevigiano al Vicentino, 190 km da percorrere a piedi o in bicicletta.

Un tracciato che attraversa 25 Comuni tra la provincia di Treviso e Vicenza lungo piste ciclabili, strade secondarie, sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta per un totale di circa 190 chilometri. È il Cammino intitolato al Beato Claudio Granzotto che collega Santa Lucia di Piave a Chiampo, rispettivamente luoghi della nascita nel 1900 e della morte nel 1947 del frate francescano. Oltre a Chiampo il percorso attraversa i Comuni del Vicentino di Nogarole, Trissino, Brogliano, Cornedo, Malo, Thiene, Sarcedo, Fara Vicentino, Molvena, Marostica, Bassano, Romano d’Ezzelino e Mussolente. Per quanto riguarda il “versante” Trevigiano, invece, si passa per San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Cornuda, Pederobba, Vidor, Moriago, Senaglia della Battaglia, Susegana fino a Santa Lucia.


Da Santa Lucia di Piave, luogo di nascita del beato, a Chiampo, dove è morto, il percorso si propone come itinerario spirituale, culturale e naturalistico.

 

La tabella identificativa del percorso.

Il Cammino del Beato Claudio si propone come un itinerario spirituale, ma anche culturale alla scoperta delle bellezze storico-artistiche e naturali del territorio. Inaugurato nel settembre del 2018, è un progetto che vede come capofila il Comune di Chiampo e di Santa Lucia ed è frutto di un lavoro iniziato sei anni fa con l’obiettivo di richiamare un buon numero di pellegrini e favorire lo sviluppo del turismo lento e sostenibile. Proprio qualche giorno fa è stata ultimata l’installazione della segnaletica dedicata in un tratto nel Comune di Marostica, da Valle San Floriano fino a Cima d’Agù ai confini con Pianezze.
Tra i luoghi più significativi del Cammino ovviamente troviamo il Santuario di Chiampo e la Grotta di Lourdes, fulcro di tutto il grande movimento religioso-mariano nato dalla volontà dei frati minori.
Edificata in cemento e ferro nel 1935 dal Beato Claudio e copia fedele di quella dei Pirenei in Francia, la grotta ospita le spoglie del religioso. Un’altra “tappa” degna di nota è a Trissino, all’imbocco della Valle dell’Agno: sulla collina che domina il paese si può ammirare Villa Trissino Marzotto con il suo parco di oltre 20 ettari e 8 chilometri di sentieri tra zone boschive e giardini all’italiana.

La casa natale del Beato.
La casa natale del Beato.

A Sarcedo, invece, spicca la Villa Capra Bassani, opera di gusto neoclassico ispirata alle architetture palladiane. Proseguendo verso nord-est si incontra l’antica chiesa dei Santi Felice e Fortunato a Fara Vicentina, eretta nel XV secolo e dove sono conservati ancora alcuni affreschi dell’epoca. Dopo aver attraversato i territori di Molvena, Marostica, Bassano, Romano d’Ezzelino e Mussolente si giunge sul lato trevigiano del Cammino.
A San Zenone merita una una visita il colle di Sopracastello, dove si trova il Santuario della Madonna della Salute conosciuto anche con il nome di Chiesetta Rossa. Questo luogo è carico di storia e vide la morte di Alberico, fratello del tiranno Ezzelino III, massacrato con tutta la famiglia. Continuando lungo il tracciato del Cammino si arriva a Vidor, territorio caratteristico per l’alternanza di paesaggi ed ecosistemi molto diversi tra loro in distanze ristrette. A Moriago della Battaglia, poi, si può fermarsi all’Isola dei Morti, un comprensorio boschivo tipico delle grave del Piave e così chiamato perché negli ultimi giorni dell’ottobre del 1918 si sviluppò l’offensiva nella Battaglia della Vittoria che portò alla fine della Grande Guerra con il sacrificio della vita di migliaia di giovanissimi soldati.
Punto di partenza o di arrivo del Cammino, a seconda di come si intende percorrerlo, è Santa Lucia di Piave dove il 23 agosto del 1900 è nato il Beato Claudio nel quartiere della Granza e dove è ancora visibile la sua casa.

Un ritratto del Beato Granzotto.
Un ritratto del Beato Granzotto.

La vita e la santità.
Claudio Granzotto nasce il 23 agosto 1900 a Santa Lucia di Piave (TV), nel quartiere la Granza, da Antonio Granzotto e Giovanna Scottò. Fin da bambino dimostra innate abilità artistiche, sia nel disegno che nel modellare la creta. Entra con successo all’Accademia per le Belle Arti di Venezia conseguendo, nel 1929, il diploma di scultore con il massimo punteggio.
Nel 1932 decide di seguire le orme di San Francesco, nonostante l’opposizione della famiglia e degli amici. Nel 1936 entra nel convento di S. Francesco di Vittorio Veneto. Esempio di carità cristiana, di umiltà e di generosità, frà Claudio muore il 15 agosto del 1947 a causa di un tumore. Le sue spoglie riposano ai piedi della grotta di Lourdes a Chiampo da lui realizzata, diventata meta di molti pellegrinaggi. Numerose sono le testimonianze documentate e verificate di grazie ricevute dal frate scultore, tanto che il 20 novembre del 1994, frà Claudio Granzotto viene proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II.