Lonigo

Boom di donazioni per la Fidas leonicena

di Stefano Canola

Non si arresta l’onda lunga della solidarietà dei donatori di sangue a Lonigo e nel territorio circostante, in controtendenza con i dati a livello nazionale che raccontano di un preoccupante calo. Le donazioni raccolte nel 2018 dalla Fidas leonicena hanno sfiorato quota 1500, un centinaio in più del 2017 (a parità di giorni d’apertura del Centro Trasfusionale). 110 i nuovi donatori, ai quali ne vanno aggiunti altri 22 riattivati dopo oltre due anni di sospensione. «L’età media delle nuove leve è particolarmente bassa, 28 anni e mezzo, e fa ben sperare per il futuro – dicono soddisfatti i dirigenti del gruppo guidato dalla presidente Lucia Balestro – .Anche a livello di zona 11 il riscontro è confortante, con le donazioni di Gambellara, Meledo e Val Liona pure in crescita e un dato complessivo (con Lonigo) che supera le 2500 sacche».

A sottolineare anche fisicamente la presenza della Fidas nel cuore della città c’è ora la nuova sede, nei locali delle restaurate Barchesse di villa Mugna, più confortevoli e facilmente raggiungibili rispetto alla precedente all’ultimo piano dell’ex Borsa.

Oltre che il gruppo di Lonigo e la zona 11, i locali serviranno anche l’Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) che lavora con Fidas.

Il taglio del nastro a dicembre 2018, in occasione dell’assemblea annuale che ha applaudito il lungo cammino di alcuni veterani: croce d’oro per le 100 donazioni di Lucio Priante, targa per le 85 di Pietro D’Errico, fregio per le 65 di Claudio Mizzon. Confermati nel 2019 i due giorni d’apertura settimanale al Centro Trasfusionale: il martedì (al posto del lunedì) e il venerdì, a cui si aggiungono nove sabati nel corso dell’anno.