Itinerari

In bici da Vicenza a Noventa lungo la Riviera Berica

Cicloturismo


Poco meno di 40 chilometri in pianura adatti a tutti. Si parte da Porta Monte. Prima tappa da non perdere: villa ‘La Rotonda’.

Lunga poco meno di 40 chilometri collega Vicenza a Noventa Vicentina. È la ciclabile della Riviera Berica che sviluppandosi in pianura senza difficoltà di rilievo è facilmente praticabile da tutti. Dedicata all’alpinista Renato Casarotto (morto in un crepaccio mentre tentava di scalare in solitaria il K2), si snoda lungo il percorso della vecchia linea ferroviaria. L’inizio della ciclabile è a Porta Monte dove si trova l’Arco delle Scalette progettato da Andrea Palladio, che regge sull’attico il Leone di San Marco tra i Santi Leonzio e Carpoforo. La prima “tappa” è segnata dalla palladiana Villa Almerico Capra detta “La Rotonda” che dalle sue quattro facciate identiche mostra una varietà di panorami che vanno dai vicini Colli Berici alla circostante pianura verso Treviso, Padova e Venezia fino alla vista delle lontane Prealpi. Una volta percorso il tratto che lambisce la statale, la ciclabile continua tra la campagna e le abitazioni di Campedello, borgo di origine medievale nei pressi del fiume Bacchiglione che ha resistito a numerose esondazioni. Oltre a notare il recupero industriale del Cotonificio Rossi, davanti alla chiesa di Campedello si può scorgere Villa Todaro ora Dolcetta (commissionata da un ricco proprietario di filande e mercante di seta a Ottone Calderari nel 1768). Pedalando lungo il Bacchiglione si prosegue per Longara, dove è possibile fare visita alla tomba dello scrittore ed editore vicentino Neri Pozza e di sua moglie Lea Quaretti. Continuando lungo la ciclabile si scorge anche Villa Squarzi-Fogazzaro che secondo alcuni storici dell’arte è uno dei primi esempi di architettura scamozziana diffusasi nel Seicento nel territorio Vicentino. Questo percorso, inoltre, offre la possibilità di ammirare anche Villa Povegliani Capra, dove nel 1604 morì Filippo Pigafetta. Da qui si prosegue lungo la ciclabile e si arriva fino a Debba, dove si conclude il primo tratto dell’itinerario su due ruote. Dopo aver incontrato una serie di grandi edifici esempio di archeologia industriale costruiti agli inizi del Novecento dai proprietari del Cotonificio Rossi come nucleo abitativo per i propri dipendenti, si arriva nel centro di Debba con la chiesa dedicata a San Gaetano.

La Rotonda

Un percorso tra campagna, piccoli centri abitati e affascinanti ville antiche.


Da qui la ciclabile si dirige verso Longare, tra il Bacchiglione e il colle di Bugano, dove si scorge la settecentesca Villa Zannini con evidenti richiami architettonici gotici. Attraversata la Provinciale, costeggiando la base militare sotterranea americana Pluto, si giunge alla chiesa arcipretale di Longare. Superato il centro si corre parallelamente alla Provinciale della Riviera e da Ponte di Nanto si continua verso Ponte di Mossano dove termina il secondo tratto. Prima di giungere in paese si passa sotto il ponte dell’ex linea ferroviaria Treviso-Ostiglia e dove si interseca la strada che da Ponte va a Mossano inizia il terzo tratto.
Nel momento in cui la ciclabile incontra la successiva Strada Provinciale, chiamata la Dorsale dei Berici, si è giunti a Ponte di Barbarano. A destra inizia la salita di San Pancrazio con 14 capitelli affrescati della Via Crucis, mentre al centro troviamo una stazione ferroviaria che serviva sia la linea Vicenza-Noventa che Treviso-Ostiglia. Poco distante dalla stazione attira l’attenzione l’edificio dell’antica Pila, dove veniva sbiancato il riso. Da qui in avanti la ciclabile si scosta dai Berici e si avvicina alle alture di Albettone. Il terzo tratto, quindi, si conclude a Ponte Botti tra Albettone e Campiglia dei Berici, dove comincia la Provinciale che porta a Sossano. Lungo un paesaggio ricco di filari di vigne, di gelsi, siepi e fattorie si giunge alla fine della ciclabile a Noventa Vicentina. Qui, senza dubbio, meritano una visita Villa Barbarigo Loredan Rezzonico, il Duomo dedicato ai San Vito, San Modesto e Santa Crescenzia che nel suo altare custodisce una pala del Tiepolo dei SS. Sebastiano e San Rocco con donna implorante, e Villa Manin Cantarella.


Dedicato all’alpinista Renato Casarotto, il tragitto si snoda lungo la vecchia linea ferroviaria.