Vicenza

Avvicendamenti, le novità dell’Up Centro storico

Cresce e quasi raddoppia l’unità pastorale Centro storico di Vicenza, che in seguito agli ultimi avvicendamenti del clero si appresta anche a cambiare parroco.

Don Albano Mascotto

Don Albano Mascotto, a settembre, passerà il testimone a don Ivano Maddalena, 46 anni, e don Gianni Magrin, 49 anni, nuovi coparroci dell’Up con don Maddalena come moderatore. «Quando sono arrivato, nel 2010, si era appena costituita l’unità pastorale tra Cattedrale, Santo Stefano e Servi – prosegue don Mascotto -. Il Consiglio pastorale unitario era già al lavoro e ne facevano parte anche i padri Filippini. Tre anni fa, poi, si è aggiunta anche Santa Caterina».

L’ultima estate da parroco don Albano la sta trascorrendo dedicandosi all’ordinaria amministrazione e a tutte le incombenze che richiedono l’avvicendamento e il pensionamento, trasloco compreso. «Andrò ad abitare a San Bonifacio, il mio paese d’origine», racconta don Albano, che dopo l’ordinazione, nel 1967, è stato vicario parrocchiale a Montecchio Maggiore, Villaverla e Santa Maria Bertilla a Vicenza. Da parroco, ha seguito le parrocchie di Sorio, San Lazzaro a Vicenza e Villanova, nell’Est Veronese, prima di sbarcare nel centro storico del capoluogo berico. Gli anni del suo ministero don Mascotto li ha vissuti anche con l’impegno di insegnante di religione. «Non finisco la mia missione di prete, ma la vivrò in forma più limitata – conclude don Albano -. Vivo il pensionamento in modo sereno. Certo, dove si ha lavorato e costruito comunità è un po’ come una famiglia, per cui ci rimane un po’ di cuore e, quindi, di nostalgia. Ma è una nostalgia serena».

Il nuovo arrivo

«Credo che il centro storico sia un luogo di frontiera, con tanta gente che parte e che va, con la quale confrontarsi».

Don Gianni Magrin

Così don Gianni Magrin, 49 anni, attuale direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale vocazionale e responsabile del Centro Ora Decima, da settembre, parroco in solido dell’Up Centro storico di Vicenza.

Quella del Centro storico è una realtà che don Gianni conosce già da tempo. Il Centro vocazionale Ora Decima, dove don Gianni risiede, ha sede nella parrocchia di Santa Caterina, una delle comunità che costituiscono l’Unità pastorale. Inoltre, negli ultimi anni don Gianni ha svolto servizio come collaboratore pastorale a San Pietro, il “nuovo acquisto” dell’Up. «L’esperienza di San Pietro è stata bella e positiva – dice don Magrin -. Anche per Santa Caterina la presenza di Ora Decima è stata un arricchimento.

Con l’arrivo del Mandorlo, i giovani della comunità vocazionale si sono impegnati ad animare una messa una volta alla settimana. Da settembre le due esperienze si intrecceranno ancora di più, perché non saremo più ospiti dell’Unità pastorale, ma parte integrante».

Oltre a don Gianni come parroco in solido, infatti, da settembre anche don Andrea Dani, responsabile del Mandorlo, inizierà un servizio da collaboratore pastorale, assieme a don Marco Gasparini, don Gabriele Gastaldello e don Roberto Tommasi.

La partenza

La parrocchia di San Pietro entra nell’Unità pastorale del Centro storico e mons. Fabio Sottoriva, parroco dal 2011, passa il testimone della responsabilità pastorale ai due nuovi coparroci per assumere, a sua volta, un nuovo servizio con la direzione dell’Ufficio Diocesano per i Beni culturali fino ad oggi retto da mons. Francesco Gasparini.

Mons. Fabio Sottoriva

«Anche se a prima vista quella di S. Pietro si presenta come una realtà che sta invecchiando, in parrocchia c’è un nucleo di persone che sono il cuore della comunità veramente molto significativo». Racconta mons. Sottoriva.  «L’episodio che come parrocchia ci portiamo nel cuore è stata la sorpresa, un paio di anni fa, quando abbiamo dovuto accogliere improvvisamente una trentina di profughi. La risposta è stata inaspettata e veramente generosa da parte di alcune persone che hanno consentito di dare una accoglienza decorosa, fraterna e cristiana».