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Asia, karateka, sogna Tokyo (e intanto sbaraglia i mondiali giovanili di Kilkenny)

La vicentina 13enne ha conquistato tre medaglie d'oro
di Luca Pozza

Il presente sono tre medaglie d’oro, conquistate ai mondiali giovanili disputati a Kilkenny (Irlanda), appoggiate in bella vista sul comodino della camera da letto. Il futuro è un grande sogno da cullare: partecipare, un giorno, alle Olimpiadi, una meta ambita dagli sportivi di tutto il mondo. Certo, un traguardo difficile da raggiungere per Asia Betto, 13 anni, nata a Vicenza e residente con la famiglia a Costabissara, ma finalmente possibile. Lo sport che pratica, il karate, esordirà ai Giochi di Tokyo 2020, andando ad aggiungersi a altre discipline “di combattimento” come judo, lotta libera e taekwondo. Ai prossimi Giochi estivi la Betto, classe 2003, avrà solamente 17 anni, sicuramente troppo pochi per poter staccare il biglietto, ma grande abbastanza per vedere la prima azzurra, probabilmente sua collega, difendere i colori dell’Italia anche nel karate.

Di certo Asia, che frequenta la terza media in paese («Il prossimo anno andrò alle superiori, vorrei frequentare l’istituto Boscardin, ma non ho ancora deciso», confida la ragazzina), è un enfant-prodige. Ad appena 10 anni, nel 2014, è diventata campionessa italiana assoluta di categoria di una specialità che in Italia è poco diffusa, per non dire quasi sconosciuta, ma della quale lei si è innamorata all’età di cinque anni. Poi un crescendo notevole che l’ha portata a vincere, nella rassegna iridata in Irlanda, tre titoli mondiali nella categoria esordienti, la più piccola a livello giovanile: uno nel kata (stile), uno nel kumite (combattimento) e il terzo nella prova a squadre con l’Italia. Con lei in Irlanda c’era tutta la sua famiglia, a fare il tifo sulle tribune: oltre alla mamma Michela, il papà Yuri e la sorellina Sofia, che ha 10 anni e che al momento pratica il parkoure, il cosiddetto “sport di strada”, che consiste nell’eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo con la maggior efficienza di movimento possibile.

«Io sono insegnante di pattinaggio e già quando era piccolissima avevo provato a trasmetterle questa passione, ma senza riuscirci», racconta mamma Marina. Poi un giorno mamma e figlia, passando davanti alla palestra di Costabissara sono state attirare da un corso, diretto dal maestro Paolo Scapin, vicentino di Malo, cintura nera 7° dan e tecnico della nazionale italiana di karate. Un fulmine a ciel sereno diventato presto una passione, poi proseguita negli anni. «Il karate non è solo uno sport, ma uno stile di vita, dove è fondamentale il rispetto delle regole, l’avversario e la cultura orientale. E dove si vince prima con la testa che con braccia e gambe», confida Asia.

Per la Betto sarà un carriera tutta in salita e di sacrifici: già ora, nonostante la giovanissima età si allena tre volte la settimana, due volte a Costabissara e una volta a Malo, in una delle palestre del suo maestro. «Adesso sono passata alla categoria successiva, quella dei cadetti, dove si riparte tutti da zero. Il mio sogno è partecipare ai campionati del mondo del prossimo anno a Mosca, ma non sarà comunque facile perché ci sono atlete molto forti e per andarci bisogna prima vincere in Italia e non sarà facile. Io ci proverò, come sempre, rispettando il risultato finale».