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Al via i mondiali di sci, l’Italia sogna con le donne

di Luca Pozza

È già stato definito il primo grande evento sportivo a livello mondiale in ‘era pandemica’, che nel 2021 potrebbe anticipare altre due kermesse molto attese (a loro volta probabilmente a porte chiuse al pubblico) come gli europei di calcio tra giugno e luglio e le Olimpiadi di Tokyo in piena estate. Di certo i campionati mondiali di sci alpino, in programma a Cortina d’Ampezzo (Belluno) da domenica 7 a domenica 21 febbraio, rappresentano un grande evento sportivo che sarà disputato senza spettatori ma nel contempo avrà una vetrina internazionale straordinaria, con circa 300 Paesi collegati in diretta televisiva e una stima complessiva di oltre 500 milioni di telespettatori. Sarà la Rai a garantire la copertura per l’Eurovisione con 140 telecamere posate per la produzione televisiva dell’intero evento, 90 delle quali funzionanti in contemporanea, oltre all’utilizzo dell’elicottero per le riprese dall’alto.

Sono numeri imponenti dietro l’organizzazione di uno dei più grandi eventi sportivi mai organizzati in Veneto, proprio nella ‘capitale’ delle Dolomiti: 5 le piste iridate (4 su cui gli atleti si contenderanno le medaglie e 1 dedicata alle qualificazioni) su cui si disputeranno 13 gare che serviranno ad assegnare altrettanti titoli mondiali e un totale di 39 medaglie. Numeri record per quanto riguarda l’organizzazione, con oltre 3.500 persone coinvolte nell’evento, tra addetti ai lavori, volontari e membri delle federazioni: di questi sono 450 gli uomini che da settimane lavorano sulle piste, anche a causa delle precipitazioni nevose, continue e abbondanti, che hanno reso il paesaggio da cartolina, ma nel contempo hanno provocato condizioni che stanno richiedendo un lavoro supplementare da parte degli addetti di pista, impegnati ininterrottamente nella preparazione della neve. Il tutto con un occhio sempre attento alle previsioni del meteo per essere pronti a intervenire in caso di ulteriori nevicate o repentini cambi di temperatura. Sono invece 550 i media accreditati (circa il 75% stranieri) e numero chiuso già da settimane, in quanto è stato necessario limitare le presenze dei giornalisti per motivi di sicurezza legati alla pandemia sanitaria.

In pista si preannunciano grandi sfide vista la presenza di oltre 600 atleti, con i migliori interpreti delle diverse discipline, provenienti da 70 Paesi, in rappresentanza di tutti i continenti. Assieme a squadroni come Austria, Svizzera, Norvegia e Usa, l’Italia si candida protagonista soprattutto con le donne: dopo il recente infortunio di Sofia Goggia, la ‘punta’ è Marta Bassino, che ha vinto a ripetizione in slalom gigante nel corso dell’attuale stagione di Coppa del Mondo, ma un’altra speranza è Federica Brignone, detentrice della Coppa assoluta. La squadra azzurra maschile sulla carta non è favorita per salire sul podio, ma sulle piste di casa, che ben conoscono in quanto spesso si allenano, i velocisti Dominik Paris e Christof Innerhofer e il giovane emergente slalomista Alex Vinatzer, proveranno il colpo a sorpresa, seppur contro avversari molto forti e agguerriti. «Vogliamo essere competitivi – il grido di battaglia di Flavio Roda, presidente della Fisi – abbiamo una squadra femminile che sta dettando legge, mentre quella maschile forse ora è in difficoltà ma sappiamo che ai mondiali faranno di tutto per ben figurare: la Federazione ha lavorato al massimo per farli arrivare nelle migliori condizioni. Per quanto riguarda gli obiettivi all’edizione di Are 2019 abbiamo vinto tre medaglie, puntiamo ad ottenerne sicuramente di più, almeno quattro».