Valdagno

Al lavoro per costruire una città senza barriere

di Vincenzo Grandi

Costruire una città senza barriere architettoniche? Insieme è più facile. Così la pensa il Comune di Valdagno che, ottenuto dalla Regione un finanziamento di 8.500 euro, ha chiamato a raccolta cittadini e associazioni prima di iniziare a progettare il suo Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba). Obiettivo? Raccogliere le segnalazioni di chi, quotidianamente, sperimenta eventuali difficoltà negli spostamenti e negli accessi a luoghi ed edifici pubblici. Un percorso di partecipazione che si muove lungo diverse strade: un questionario online, una mail dedicata e, non ultimi, degli incontri pubblici.

Uno di questi, dedicato ai cittadini, è andato in scena lo scorso lunedì 14 gennaio: sala Soster di Palazzo Festari non era certo affollatissima, ma, dagli interventi dei presenti, è emersa chiaramente l’importanza che questo tema riveste per quanti ogni giorno si scontrano con piccole e grandi barriere architettoniche. Ostacoli che possono passare inosservati, ma che, invece, per tanti costituiscono dei limiti reali, concreti e determinanti per vivere le opportunità offerte dalla città. Ecco allora che, per chi ha difficoltà di movimento, il dislivello dei marciapiedi è un grossissimo problema, forse il principale, tra quelli emersi durante l’incontro, soprattutto quando si deve attraversare la strada: «Al punto – ha evidenziato una signora – che a volte preferisco restare a casa perché so le difficoltà che mi aspettano lungo alcuni

tragitti». La carenza di parcheggi riservati ai disabili in Oltre Agno e la scomodità della loro posizione in alcune aree di sosta cittadine sono altri temi su cui è stata portata l’attenzione, così come sono stati segnalati problemi nella completa accessibilità di alcuni edifici sia pubblici che privati, come la piscina, la biblioteca, la stazione delle corriere e delle strutture sportive.

Uno scalino, una discesa eccessivamente ripida o un campanello posizionato troppo in alto: dagli interventi si capisce quanto basti poco per creare una barriera. I progettisti prendono nota, chiedono, aggiornano su quello che si sta già facendo: la sostituzione del montascale per disabili al PalaSoldà, in corso di realizzazione grazie al contributo di Provincia e Banca San Giorgio, e il progetto di dotare di un montacarichi il cimitero. I cittadini ascoltano, intervengono e propongono: attivare collaborazioni tra pubblico e privato, garantire percorsi privilegiati e protetti – magari pochi, ma sicuri -, sedersi in una carrozzina quando si progettano e si testano le opere. «Abbiamo effettivamente pensato a un coinvolgimento diretto di chi opera nel campo – ha infatti confermato Stefano Meneghini, progettista che sta seguendo la redazione del Peba -. In questa fase fotografiamo le barriere architettoniche in città, traendone un quadro dal quale si potranno poi individuare le linee di azione e le priorità di intervento. Una volta approvato, il Piano sarà valido 10 anni e avrà l’obiettivo di garantire il maggior grado di mobilità, accessibilità e visitabilità di spazi ed edifici pubblici per chi vive forme di disabilità motorie, cognitive o sensoriali».

Prima dei cittadini, l’Amministrazione ha convocato una trentina di realtà territoriali – associazioni, gruppi formali e non, categorie economiche, sindacati, ULSS – che hanno presentato il quadro delle problematiche dal loro punto di vista. Tra i presenti anche la cooperativa Primula: «Un incontro positivo – ha sottolineato il referente per il progetto Alessandro Ceccato, a margine della riunione -. Abbiamo sentito che, al di là dell’obbligatorietà di certi passaggi, c’è una vera volontà di ascolto e di partecipazione. C’è inoltre la consapevolezza che molto è stato fatto, ma che c’è ancora molto da fare, ad esempio su marciapiedi, attraversamenti e su alcune situazioni in edifici che, anche per la loro struttura, sono purtroppo di difficile soluzione. L’impegno e la volontà di agire in sinergia ci sono e questo è importante».

«Garantire l’accessibilità di una città – ha spiegato il sindaco Giancarlo Acerbi – è una responsabilità di noi amministratori, ma anche dei cittadini che possono aiutarci nell’individuare tutte le criticità e le barriere architettoniche ancora esistenti per pianificare di conseguenza i dovuti interventi futuri».

Per chi vuole dare il suo contributo è possibile compilare il questionario online sul sito del Comune fino alla corrente domenica 20 gennaio.

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