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Affidiamoci a Maria, «regista del tutto»

di Marta Randon

Dire Monte Berico è dire Maria, la madre di Gesù. D’altra parte il Santuario che si cominciò a costruire il 25 agosto 1428 è la “risposta” all’intervento della Madre di Dio a favore della popolazione locale colpita tra il 1425 e il 1428 da una grave epidemia di peste. La Madonna, apparsa a Vincenza Pasini due volte (il 7 marzo 1426 e il 1° agosto 1428) le aveva chiesto proprio questo. E al Santuario anche quest’anno, nel corso in particolare di queste settimane, si recano in pellegrinaggio migliaia di persone per affidare a Maria sofferenze, preoccupazioni, dubbi ma anche per ringraziare la vicinanza, il sostegno riconosciuti nella propria vita quotidiana.

La protagonista di tutto è Maria, definita da padre Carlo Rossato, priore di Monte Berico e rettore del Santuario «la regista segreta di tutto, come a Cana di Galilea». E a questa “protagonista”, si affida anche la Chiesa che è in Vicenza che la riconosce come propria patrona e lei prega, come da tradizione, all’inizio dell’anno pastorale salendo il 7 settembre in pellegrinaggio con il proprio vescovo Beniamino.

Padre Carlo Rossato, priore della comunità dei Servi di Maria di Monte Berico.

Era stato il vescovo Onisto, accogliendo i comuni voti, ad approvare l’elezione della Beata Vergine Maria, “Madonna di Monte Berico” a patrona principale presso Dio della Città e della Diocesi di Vicenza (in sostituzione di S. Vincenzo, scelto nel medioevo per l’assonanza col nome della città) e ne ottenne l’approvazione dalla Congregazione per i Sacramenti ed il Culto divino l’11 gennaio 1978.

La forza di Maria sta nella sua capacità di accogliere. «L’accoglienza è una dimensione della fede – sono ancora parole di p. Rossato – che, in questo nostro tempo, si sta facendo molto forte e irrinunciabile. È sempre di più un segno profetico per i nostri giorni».

In tutto questo il rosario, preghiera a Maria per eccellenza «prima di essere supplica è contemplazione della vita del Figlio. Noi dobbiamo andare a lei – sottolineava guardando a quello che ha compiuto il Signore in lei e il rosario ci aiuta in questo.

Momento cruciale per cogliere l’attualità della Madonna è il suo stare sotto la Croce e farsi carico, in questo, del dolore dell’umanità. A questa dimensione di sofferenza e di dono di sé è dedicata la mostra che rimarrà aperta fino al 6 ottobre nei locali del complesso di Monte Berico. “Il volto dell’Addolorata, tra preghiera e arte”, è una rassegna che vedeprotagonista proprio il pianto di Maria ai piedi della croce. È un viaggio  sull’iconografia del dolore, del trapasso e della compassione nelle raccolte artistiche e librarie del Santuario vicentino.