Attualità

Addio a Giuseppe Brugnoli, giornalista di valore

di Mario Serafin

Di Giuseppe Brugnoli, giornalista di valore, morto il 14 dicembre a 89 anni, è più nota l’esperienza maggiore: quella di direttore del Giornale di Vicenza dal 1975 all’82 e poi de L’Arena fino al 1993.

A quei traguardi professionali, gestiti con uno stile suo, spiccato, era giunto attraverso una preparazione di studio (una bella laurea in lettere, la frequenza della prima facoltà di giornalismo, l’abilitazione all’insegnamento) e una gavetta cominciata dai compiti minori della cronaca come praticante del quotidiano vicentino nel 1954.

In quei suoi primi anni di lavoro fu anche redattore de La Voce dei Berici, diretta con piglio deciso da don Giovani Sartori in anni in cui da noi si percepiva più cautela che entusiasmo per le prospettive aperte da papa Giovanni con l’annuncio del Concilio e in politica si guardava con diffidenza e ostilità all’avvio del centro sinistra perseguito dal segretario nazionale della Dc Aldo Moro.

Sono stato testimone dell’intelligenza e velocità di Brugnoli nel fare i titoli, tagliare, riempire vuoti. Scriveva bene, con una vena di garbo e di arguzia, che affiorava sempre. Per esempio nelle sue postille condite d’ironia a commento o in risposta alle “lettere al giornale”, divenute pagina da non perdere nel Giornale di Vicenza negli anni in cui lo dirigeva Brugnoli.

Forte di una cultura di fondo, e di una fede cristiana avviata in famiglia e praticata negli anni senza ostentazione, giunse a esprimere un riconosciuto giornalismo di qualità. Gli si potrebbe porre la stessa domanda rivolta alla neo presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, nella splendida conferenza stampa seguita alla sua recente elezione: quanto la sua formazione cattolica incide e la vincola nel prendere decisioni, nel collaborare ?

La risposta della prima donna nominata a quel vertice istituzionale sento di applicarla all’esperienza vissuta da Brugnoli in sedi laiche del giornalismo: tutti abbiamo il nostro retroterra di formazione, incontriamo e lavoriamo con uomini e donne, della nostra o di altre generazioni; teniamo conto dei diversi punti di vista nell’ascolto, nel rispetto, lavoriamo per una laicità positiva.

Giuseppe Brugnoli è stato attore di laicità positiva, espressa con una sua dote peculiare, anche nella polemica: l’ironia, di cui ha dato saggio magnifico nel suo libro, “quasi un romanzo”, L’ironia di Dio.