Chiesa

Addio a don Maggioni e padre Sorge, maestri di vita e di fede

di Lauro Paoletto

A pochi giorni di distanza se ne sono andati due preti che sono stati per molti di noi veri “maestri” di vita e di fede.

Il biblista don Bruno Maggioni (88 anni) il 29 ottobre e il gesuita p. Bartolomeo Sorge (91 anni) il 2 novembre hanno raggiunto la Casa di quel Padre che hanno amato e servito per una vita.

Entrambi sono venuti spesso a Vicenza ad accompagnare intere generazioni nel percorso di crescita: don Maggioni nella conoscenza della Parola e p. Sorge nella passione per la città dell’uomo e per la politica intesa come forma esigente di vivere la carità.

«Di don Bruno porto con me la sua enorme capacità di portare la Parola così da illuminare la vita e fare incontrare la vita con la Parola» ci racconta don Lino Genero che dagli anni ’70 (allora era assistente del Movimento studenti) in avanti ha coltivato l’amicizia con il biblista di Como, invitandolo moltissime volte in terra vicentina a tenere incontri ai giovani che sapeva conquistare come pochi altri perché «sapeva andare in profondità. Lui andava sempre al cuore della questione senza farsi trascinare dalle ideologie». Don Giorgio Balbo allora era segretario del Movimento studenti evidenzia come quella generazione «sia cresciuta con lui». «Le sue relazioni racconta erano sempre sbobinate e poi stampate con il ciclostile e distribuite. I suoi commenti ai Vangeli sono sempre attuali e li uso ancora oggi».

Di padre Bartolomeo Sorge Fernando Cerchiaro, già presidente diocesano dell’Azione cattolica vicentina, ricorda soprattutto il suo carattere «sempre pieno di speranza. Nella severità dei suoi giudizi – ricorda – aveva sempre uno sguardo di speranza che sapeva infondere nei suoi interlocutori». Cerchiaro conobbe il gesuita che poi sarà protagonista della Primavera di Palermo, poi direttore di Civiltà Cattolica e in seguito di Aggiornamenti Sociali, durante il primo convegno ecclesiale“Evangelizzazione e promozione umana” del 1974, «secondo Sorge – ricorda Cerchiaro – l’unico vero convegno nazionale». Sorge era cresciuto a Castelfranco dove il suo papà era capostazione ed aveva fatto il noviziato a Lonigo. «Per questo si sentiva anche un po’ Veneto». Di lui ancora Cerchiaro ricorda l’impegno con le scuole di formazione sociopolitiche perché sentiva l’esigenza «di rafforzare la responsabilità e la competenza del laicato cattolico».

Sia Sorge che Maggioni sono stati riferimento per intere generazioni e hanno segnato la vita culturale, sociale ed ecclesiale del Paese. La domanda che sorge spontanea è se questi “maestrI” lasciano il testimone a qualcun altro. Personalmente sono convinto di sì, anche se bisogna forse saperli riconoscere, valorizzare, incontrare.

 

Sul settimanale cartaceo di domenica 8 novembre l’articolo completo