Curiosità

Tra abeti e faggi respirando l’arte contemporanea

di Margherita Grotto

Ci sono luoghi, sull’Altopiano di Asiago, in cui la natura incontra l’arte e la memoria. L’escursione di oggi ci accompagna in tre luoghi dislocati sull’Altopiano dei Sette Comuni, diversi tra loro, ma accomunati da un’arte ambientale e contemporanea. Sono percorsi adatti a tutti, di media difficoltà, visitabili tutto l’anno, “condizioni meteorologiche permettendo”.

Iniziamo dal “Sentiero del Silenzio, Porta della Memoria”, un breve percorso tra i boschi di faggi e abeti che circondano il rifugio Campomuletto, nel comune di Gallio. Poco a destra della malga, dove è possibile lasciare l’auto, inizia la camminata a tappe, in una sorta di via crucis, che aiuta a riflettere sugli orrori della guerra di cui quei luoghi sono stati protagonisti. Nel silenzio del bosco si incontrano dieci opere d’arte contemporanea suggestive, anticipate da leggii con citazioni di Ermanno Olmi, Giovanni Paolo II, Herman Hesse, David Maria Turoldo, tra gli altri. Si passa da una prigione di travi di legno, che racchiude una colomba, a dodici braccia umane in bronzo che emergono dal terreno con in mano un foglio, un fiore, o altri simboli; da grandi sagome in acciaio corten, per lo più smembrate, a rappresentare soldati pronti per il fronte a tronchi con piastrine di riconoscimento collocati in una buca provocata dallo scoppio di granate. Il progetto si inserisce delicatamente nella natura e nella storia proponendo un percorso commovente e riflessivo sulle assurdità della guerra.

A legare questo progetto al Parco del Sojo di Lusiana, il più basso tra i comuni dell’Altopiano (752 metri s.l.m.), la figura del progettista e curatore, arch. Diego Morlin. Covolo di Lusiana ospita un parco con sculture d’arte contemporanea in mezzo la natura, situato in proprietà privata in un terreno montano solcato da sentieri e mulattiere. Le visite si svolgono il sabato, la domenica e nei giorni festivi, o su appuntamento. Per la sua specificità, è l’unico parco di arte contemporanea privato in Veneto e tra i più importanti parchi d’arte d’Italia. All’interno di esso sono collocate 80 opere realizzate da artisti italiani e stranieri, molte delle quali realizzate direttamente sul posto e con materiali naturali, quali legno (è il caso dell’opera Le Matite dello stesso Morlin), pietra (come il cardinale, lo gnomo, il carabiniere e il befano di Severino Morlin a guardia del parco stesso), e ancora opere in acciao corten, bronzo, ceramica o gres, per un totale di circa due ore e mezza di camminata, con cartina alla mano, alla scoperta di tutte le installazioni. 

Da Gallio a Lusiana a Mezzaselva di Roana. Saliamo nuovamente per arrivare all’ultimo dei parchi artistici che l’Altopiano ha da offrire a residenti e visitatori. Entriamo a Selvart, situato lungo la strada che porta al Verena. L’idea nasce dallo scultore Marco Martalar in collaborazione con la Pro Loco di Mezzaselva per recuperare e valorizzare l’area boschiva. Nato nel luglio 2016 con le prime installazioni scolpite in loco, a partire da ciò che la natura offre, si è arricchito quest’anno di nuove installazioni e dall’apertura di un sentiero dove sono già state installate sculture di artiste amiche del parco. Un nido realizzato con materiale inerte del bosco, una barca di rami e foglie, un minotauro in legno, un albero rovesciato con le radici al vento: tutto parla di arte naturale, di natura artistica.

Tre musei all’aria aperta. L’Altopiano di Asiago, oltre a essere un luogo unico per le sue bellezze naturali, il buon cibo, le tradizioni secolari, le testimonianze storiche, dispone di tre parchi dedicati all’arte ambientale e contemporanea, diversi, ma collegati tra loro per essere culle di magiche emozioni.

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