Editoriali

50 anni della Fism: riconoscenti scrutiamo il futuro

di Lauro Paoletto

Sabato scorso con il convegno al Centro Onisto a Vicenza la Fism vicentina (Federazione italiana scuole materne) ha aperto l’anno del suo 50esimo anniversario di fondazione. Gli anniversari come i compleanni sono molto importanti se contribuiscono a fare memoria della strada percorsa e sopratutto se aiutano a scrutare il cammino possibile.

E di strada le scuole Fism ne hanno fatta davvero tanta, formando generazioni e generazioni di bambini e intessendo relazioni importanti con migliaia di genitori. Sicuramente moltissimi dei nostri lettori (e anche chi scrive) devono a una scuola dell’infanzia Fism la prima fondamentale formazione da bambini, un tempo in cui si gettano le basi per la crescita successiva.

Nel far memoria di questa storia c’è, quindi, la consapevolezza innanzitutto di un debito di riconoscenza verso queste realtà e le tante persone (suore, mamme, papà, nonni, moltissimi volontari) che negli anni con l’impegno educativo diretto o indiretto, hanno contribuito in modo decisivo a intessere una rete di grande valore nella comunità locale. Uno dei fattori fondamentali, infatti, che contraddistingue tale esperienza e che a livello nazionale parla sopratutto con cadenza veneta, è da un lato essere espressione del territorio locale a partire dalla parrocchia e dall’altro essere uno degli elementi propulsori dello stesso tessuto comunitario.

Le 160 scuole dell’infanzia e nidi presenti in priovincia e che si ritrovano nella Fism costituiscono, per tutto questo, un patrimonio di cui andare orgogliosi e che, bisogna esserne coscienti, va custodito, valorizzato e promosso. E qui si inserisce lo scrutare il cammino possibile e la conseguente necessità di scelte coraggiose. È indubbio  che anche per le scuole dell’infanzia paritarie la vita non sia semplice: tra glaciazione demografica (con conseguente calo dei numeri), bollette alle stelle, necessità di ottimizzare la gestione i problemi non mancano. E di fronte ad essi può accadere che qualche comunità parrocchiale e qualche parroco (che magari è ancora, suo malgrado, il rappresentante legale della stessa scuola) stia valutando di rinunciarvi, passandola allo Stato.

Lo sappiamo: siamo in una stagione ecclesiale in cui, da più parti, si evidenzia come sia il tempo di ridurre le strutture parrocchiali o diocesane sia perché magari non si giustificano più nel nuovo contesto sociale e culturale, sia perché sono economicamente troppo onerose. È un passaggio inevitabile da affrontare con coraggio e lungimiranza. Certo: è molto più semplice liberarsi di un immobile e nel nostro caso di una scuola dell’infanzia che trovare i modi per una gestione che sia sostenibile e garantisca una presenza di ispirazione cristiana all’interno della comunità.

La scuola dell’infanzia Fism rappresenta in molti casi l’unico luogo di incontro della comunità ecclesiale con le giovani famiglie e con i bambini. Un’opportunità unica alla quale, ci permettiamo di dire, non si dovrebbe rinunciare. La chiesa nel nostro Paese, nel nostro Veneto è stata per tante persone (più o meno credenti) un riferimento fondamentale dal punto di vista sociale, culturale, valoriale grazie anche all’impegno concreto e quotidiano proprio attraverso anche delle strutture. I tempi del secolo XXI chiedono una rivistazione del tutto, ma non con un gioco al ribasso, ma con la capacità a puntare a ciò che conta davvero, a ciò che offre delle opportunità che altrimenti non ci sarebbero come nel caso delle scuole paritarie Fism che sono una frontiera al momento non sostituibile.

Buon anniversario Fism!