Schio
Il decennale del comitato scledense

Da 10 anni per il Sud Sudan nel segno di Bakhita

Alcuni membri del comitato
di Alessandro Scandale

Da dieci anni è la voce di santa Giuseppina Bakhita a Schio e nel Vicentino. È il comitato Bakhita Schio Sudan, nato nel 2007 per sviluppare un progetto decennale agricolo e formativo a Renk in Sud Sudan che si conclude con questo febbraio, ma con la volontà rinnovata di proseguire l’esperienza in una veste nuova. «Stiamo lavorando per trasformare il comitato in associazione – spiega Gianfrancesco Sartori, referente del gruppo -. L’idea è quella di mantenere i principi cardine del comitato, la memoria di Bakhita e gli interventi nella sua terra natale a favore della popolazione. Vorremmo dare un respiro più ampio all’opera dell’attuale comitato, trovando modi nuovi di collaborare con associazioni che in questi anni abbiamo incontrato e con altre che incontreremo: Medici con l’Africa Cuamm, Intersos, Fondazione Canossiana, Comboniani, Solidarity with South Sudan.

Crediamo che un popolo, se messo nelle condizioni di sperare nel futuro, preferisca vivere nella propria terra nativa piuttosto che imbarcarsi in viaggi spesso inconcludenti e di sofferenza, come i tanti ai quali assistiamo in questi giorni di incertezza”.

L’impegno per Renk

Il villaggio di Renk

In questi dieci anni il comitato, nonostante l’impegno e la volontà, ha spesso incontrato grandi ostacoli a causa della guerra fratricida che insanguina il Paese africano. Era riuscito a creare un comitato locale a Renk in grado di coordinare il progetto agricolo in autonomia e a supportare una scuola delle madri Comboniane, guidate da suor Piera De Munari e suor Lucia Disconsi, tra le più importanti del Sud Sudan. «Ma la guerra ci ha più volte rigettati indietro, distruggendo quanto fatto. Noi però continuiamo a sognare un mondo migliore, un Sudan migliore e prima o poi siamo convinti che ciò accadrà. Sono sempre i sogni a dare forma al mondo e del resto anche le parole del Santo Padre ci esortano a non lasciarci rubare la speranza. Noi ci vogliamo credere e porteremo il nostro contributo. Sappiamo che ciò che facciamo è una piccola cosa ma, come diceva Madre Teresa di Calcutta, la nostra è solo una goccia di bene nel mare del bisogno, ma se questa non ci fosse, al mare mancherebbe». Intanto il comitato quest’anno incassa due grandi soddisfazioni nella prospettiva del ricordo di SantaGiuseppina: la cittadinanza onoraria della Santa,votata il 28 novembre scorso all’unanimità dal Consiglio Comunale di Schio su proposta delgruppo, e la visita del Cardinale Pietro Parolin,segretario di stato Vaticano, alla chiesetta delle Canossiane di Schio dove riposano le spoglie della Santa e dove il 28 gennaio, nella sua visita a Schio per inaugurare ufficialmente anche la nuova scuola dei salesiani, ha benedettoil nuovo mosaico a lei dedicato nel giardino adiacente.

Una giornata di festa per la città, accolta con grande soddisfazione: «Siamo riusciti a fare gruppo operativo tra la parrocchia di San Pietro, le Canossiane, i Salesiani e in raccordo stretto con l’amministrazione e le forze dell’ordine – conclude Sartori – . È stato bello vedere una comunità lavorare per un progetto comune. Un valore aggiunto, un esempio che, in particolare le tre realtà religiose, hanno saputo trasferire a tutti nel nome della condivisione e di un impegno che potrà portare frutti positivi ben oltre l’evento in sé”.

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